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Panettone, l’unica variante che esalta la tradizione: quello Bio

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E’ la stagione del panettone. Tra le poche variazioni alla tradizione che sono bene accette da tutti, c’è quella bio. Perchè si possa definire realmente “bio”, il panettone deve avere almeno il 95% degli ingredienti agricoli di origine biologica

E’ la stagione del panettone. Tra le poche variazioni alla tradizione che sono bene accette da tutti, c’è quella bio. Qual è la differenza? La ricetta naturalmente è la stessa, è l’origine degli ingredienti ad essere diversa. Perchè si possa definire realmente "bio", il panettone deve avere almeno il 95% degli ingredienti agricoli di origine biologica.

Significa che la farina proviene da coltivazioni biologiche certificate, non trattate con sostanze chimiche e pesticidi. Il processo di lievitazione deve essere naturale, con lievito madre e senza l’aggiunta di lievito di birra. Il risultato della lievitazione naturale, che richiede una lavorazione molto lunga di circa 48 ore (con il lievito di birra sono sufficienti 2-3 ore), è un prodotto fragrante, leggero, nutriente, altamente digeribile e molto gustoso.

Le uova utilizzate sono ottenute da galline allevate secondo le norme dell’agricoltura biologica, con ritmi di vita naturale, in uno spazio sufficiente, che dormono almeno otto ore la notte, e alimentate con mangimi bio.

Al posto dello zucchero raffinato in modo industriale è impiegato lo zucchero ’sbiancato’ con metodi naturali, non chimici. Anche uvetta e arancio- se presenti – sono biologici e la canditura viene effettuata con zucchero biologico. Attenzione anche agli oli vegetali: non ci deve proprio essere olio di palma, che – oltre ad avere una scarsa qualità nutrizionale, ha un negativo impatto ambientale.
Un panettone bio dovrebbe costare circa il 10% in più di quelli di marca e, meno facilmente, si troverà in promozione.

(www.mammebio.it)

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