E’ il formaggio l’alimento piu’ sostenibile, e quello che si ricicla di piu’

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I prodotti caseari che avanzano in cucina sono quelli più riutilizzabili. Eliminando sprechi e abbattendo i costi delle famiglie, allora spazio alla fantasia su come riutilizzare la fontina, l’Asiago, il Grana padano, il Taleggio, il Montasio, la mozzarella e la burrata

È il formaggio l’alimento più “sostenibile”. Non perché “ecologico” ma perché è il più “riciclabile”. In Italia il 30 per cento del cibo acquistato dalle famiglie finisce – stando ai dati della Coldiretti – nella spazzatura. Per chi vuole ridurre gli sprechi al minimo ed evitare di accumulare in cucina avanzi di cibo destinati a finire nell’immondizia, i prodotti caseari sono l’ideale.

Gli avanzi di Fontina si possono aggiungere all’impasto degli gnocchi di patate; gli avanzi di burrata, mescolati con la besciamella, sono perfetti per rendere speciali le verdure lessate. E se ad avanzare in frigo è la mozzarella? La si può tagliare a dadini e usarla per arricchire una fettina di carne, prima di terminarne la cottura in un filo di olio d’oliva.

Il Gorgonzola avanzato può essere invece lavorato con del burro: si ottiene una salsa deliziosa con cui farcire tartine o condire la pasta corta mentre il Pecorino giovane può essere lavorato con poche gocce d’olio d’oliva e del pepe nero per ottenere una crema da spalmare sui crostini di pane tostato. I formaggi semiduri come l’Asiago e il Montasio possono essere tagliati a lemelle sottili per rendere più saporite le frittate. Mentre con la Crescenza avanzata si può ottenere una crema con cui riempire i tortellini di verdure preparati in casa, oppure rendere particolarmente soffici le omelette.

Se  ad avanzare in cucina sono la ricotta o il Taleggio, con l’aggiunta di alcuni gherigli di noce si ottiene un gustoso, cremoso e invitante formaggio da tavola, da servire come antipasto. Dei formaggi Grana poi non si butta niente, nemmeno la crosta. Infatti quella del Grana Padano e del Parmigiano-Reggiano, ben raschiate, possono essere aggiunti a minestroni e zuppe di verdure. Stando agli ultimi dati dell’Adoc relativi ai consumi domestici, emerge che in Italia si spreca in media il 16 per cento di frutta e verdura, il 35 per cento di latte, uova, carne, formaggi per un valore di 454 euro all’anno per ogni abitante.

Nereo Brancusi

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