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Cibi contaminati? Un algoritmo li individua..

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Alcuni ricercatori della Ibm hanno sviluppato un nuovo algoritmo per individuare cibi contaminati e prevenire l’insorgere di focolai delle malattie di origine alimentare

Individuare cibi contaminati e prevenire l’insorgere di focolai delle malattie di origine alimentare, grazie ad un nuovo algoritmo. Stiamo parlando dell’ultima trovata ‘hi-tech’ dei ricercatori statunitensi della Ibm, che hanno recentemente messo a punto un sistema in grado di aiutare i rivenditori e i distributori di prodotti alimentari (ma anche i funzionari della salute pubblica) a prevedere quali tipi di fonti alimentari possono essere contaminate con maggiore probabilità.

Il nuovo sistema della Ibm, in pratica, si basa su particolari algoritmi, in grado di utilizzare le informazioni sulla data e ubicazione di miliardi di articoli alimentari venduti nei supermercati ogni settimana, per individuare rapidamente e con elevata probabilità tutti i prodotti potenzialmente ‘incriminati’.

Il sistema, in particolare, integra i dati di vendita (calcolati in precedenza) con i dati di salute pubblica geocodificati. In questo modo i ricercatori vedono la distribuzione dei cibi sospetti e, selezionando un’area della mappa, visualizzano i casi clinici e i referti di laboratorio derivati dalle interazioni cliniche. Attraverso questi algoritmi, si riuscirebbe quindi ad arrivare a delle autentiche previsioni, in grado di accelerare le indagini sui focolai di malattia di origine alimentare, ridurre gli eventuali costi sanitari, e infine limitare la perdita di ricavi per le aziende alimentari.

Il nuovo sistema della Ibm, ancora in fase di progettazione, è stato sviluppato a partire da una ricerca della Johns Hopkins University, della Purdue University e dell’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (BfR). Per maggiori informazioni è possibile consultare questo sito.

(ml)

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