**Governo: totonomi al femminile, con Draghi chance in più per donne** (2)
(Adnkronos) – Ma torniamo alla componente femminile nel toto-nomi che impazza. Alla Giustizia sembra fatta per l’ex presidente della Consulta Marta Cartabia, che, al di là della casella, sembra l’unico nome certo del governo Draghi. Sul fronte economico continua a girare con insistenza il nome di Lucrezia Reichlin, che potrebbe essere destinata alla guida del Mise.Per lo Sviluppo economico circola anche il nome dell’ex direttore generale di Confindustria Marcella Panucci, mentre agli Interni sempre più insistenti i rumors sulla riconferma di Luciana Lamorgese. Altro nome in pole, sul fronte delle donne, è quello della giurista Luisa Torchia, potrebbe essere destinata al ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma non è escluso che ci sia Cartabia a ricoprire uno dei ruoli di maggior peso nel governo, e, viceversa, Torchia alla Giustizia.
Atro nome femminile che rimbalza è quello di Elisabetta Belloni, segretario generale del ministero degli Esteri e volto storico della Farnesina, anche se al dicastero degli Esteri in molti scommettono sulla permanenza di Luigi Di Maio. Sempre una donna potrebbe andare ad occupare la casella dell’istruzione, centrale per le politiche di Draghi: la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni è tra le indiziate, ma viene considerata ‘papabile’ anche al ministero della Salute, sempre che Roberto Speranza non resti al suo posto.
Alla sanità circola anche il nome di Rocco Bellantone, direttore del governo clinico del Gemelli e preside della Facoltà di Medicina della Cattolica di Roma. In sole 3 settimane, Bellantone ha creato e poi diretto il Covid Hospital Columbus Gemelli con 350 posti letto in attivo, le sue capacità gestionali potrebbero anche proiettarlo ad occupare un altro posto non di governo ma altrettanto determinante: quello del super commissario all’emergenza Domenico Arcuri, finito nel mirino di diverse forze politiche.

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