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Spending review: il provvedimento punto per punto

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Tagli alle Province e chiusura di molti tribunali. Aiuti all’Emilia e aumento dell’Iva rimandato a Luglio 2013. Sono questi alcuni provvedimenti della Spending review

La Spending review è letteralmente la revisione della spesa dello Stato, con conseguente rimodulazione dei costi, razionalizzazione della spesa per l’acquisto di beni e tagli agli sprechi. Attraverso la Spending review, il Governo Monti vuole evitare inefficienze, eliminare sprechi e ottenere risorse da destinare allo sviluppo e alla crescita dell’Italia. E’ per questo negli ultimi mesi il Governo ha messo a punto un decreto legge, approvato questa notte dopo sette ore di Consiglio dei Ministri. Il Documento riguarda l’anno in corso, il 2013 e il 2014: in particolare, sono previsti tagli per 4,5 miliardi di euro nel 2012, 10,5 nel 2013 e 11 nel 2014. Analizziamo tutte le voci settore per settore. 

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge sulla Spending review, tra sorprese e tagli pesanti. Secondo il decreto le Province saranno dimezzate, dalle attuali 110 si passerebbe a una cinquantina. Due i criteri attraverso i quali verranno decisi i tagli: il primo è relativo alla popolazione e il secondo all’estensione, ma solo tra 20 giorni arriverà la delibera del Consiglio dei ministri sui decreti ufficiali da utilizzare. Entro il primo gennaio 2014 vengono istituite le Città metropolitane, dieci in tutto: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Contestualmente, verranno soppresse le relative province. 

Nella Funzione Pubblica si procederà al taglio del 10% del personale e del 20% della dirigenza. Per i Ministeri e gli enti sono stati eliminati eccessi di spesa per 1,5 miliardi nel 2012 e 3 miliardi a partire dal 2013. Per le auto blu, il taglio previsto è del 50% rispetto alla spesa sostenuta per acquisto e manutenzione nel 2011. Stop anche all’adeguamento Istat degli affitti pagati dallo Stato e avvio della rinegoziazione delle locazioni per ridurre del 15% i canoni. I proprietari potranno “retrocedere”. 

Il testo della Spending review prevede la soppressione di 37 tribunali, di 38 procure e delle 220 sezioni distaccate esistenti in tutta Italia. Confermata anche la redistribuzione del personale sul territorio. Arrivano, però, le superprefetture. Gli uffici territoriali dello Stato del Comune capoluogo di Regione assorbiranno le funzioni di tutte le amministrazioni periferiche che hanno sede nella stessa Regione.

Anche la sanità dovrà dare il suo contributo ai tagli: meno posti letto e tagli per alle spese farmaceutiche. Per quanto riguarda la Difesa, dovrà calare il numero dei militari in servizio. E in misura non inferiore al 10% del totale degli organici delle forze armate. Ma anche gli alloggi della Difesa saranno ceduti con maggior facilità. Si taglia il fondo per le missioni di pace (-8,9 milioni); il Fondo per gli armamenti (100 milioni); quello per le vittime dell’uranio impoverito (-10 milioni). E ne fa le spese anche il progetto della mini-naja voluto dal precedente governo (-5,6 milioni). Salvi, per ora, i piccoli ospedali.

Secono il decreto legge sulla Spending review, in caso di revisione degli organici i sindacati saranno solo informati. Saranno tagliati i permessi retribuiti per assentarsi dal lavoro per attività sindacali e saranno tagliati del 10% i trasferimenti dei Patronati. Il compenso ai Caf scende da 14 a 13 euro per dichiarazione.

Il conto della Spending review assegna 10 milioni alle università private e saranno destinati 90 milioni in più per il diritto allo studio. Arrivano anche 103 milioni per la gratuita dei libri di testo nella scuola secondaria di primo grado. Salve le università pubbliche, a cui si pensava di sottrarre 200 milioni. 

Nella decreto legge della Spending review si conferma che l’aumento dell’Iva di due punti per ora non ci sarà: viene rimandato al primo luglio 2013. 

Saranno stanziati, secondo il decreto legge della Spending Review, 2 miliardi di euro a favore delle zone colpite dal terremoto in Emilia Romagna. Sarà salvaguardato un numero maggiore di esodati.

 

(gc)

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