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Aspi: Rampelli, ‘revocare concessione, ingresso Stato e tutela interesse pubblico’ (2)

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(Adnkronos) – “Che dall’inizio della privatizzazione selvaggia a oggi non è stato realizzato un solo km di nuova autostrada a carico del concessionario – attacca ancora Rampelli – il processo di automazione ai caselli non ha sviluppato nuova occupazione ma semmai l’ha rivista al ribasso. Che in molte nazioni a economia liberale le autostrade sono gestite direttamente dallo Stato ovvero da società dallo stesso partecipate, con conseguente garanzia di reinvestimenti degli utili di esercizio. Pertanto appare paradossale il ritardo con cui si stia procedendo verso la revoca e l’entrata dello Stato nella futura società che gestirà il traffico su gomma in Italia”.

“Certo è che l’atteggiamento di Atlantia è risultato fin dal principio poco rispettoso delle prerogative della nostra comunità, come dimostrano anche i maxi profitti realizzati sulla gestione di Aeroporti di Roma, dove è stata incoraggiata la concorrenza sleale delle compagnie low-cost a danno di Alitalia e, ora, minacciando immaginifici licenziamenti in blocco dei dipendenti della società autostrade. Inutile precisare infatti che i lavoratori non perderanno affatto il loro posto perché l’attività di gestione, semmai, passerà solo di mano”.

“Una minaccia scorretta che tradisce, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la natura di questa multinazionale che ha succhiato risorse pubbliche per decenni, regalandoci una gestione pessima della rete autostradale, fino alla tragedia di Genova. Il Governo proceda in fretta alla revoca e vari un nuovo piano che consenta l’uso dei 5 miliardi l’anno di utili a beneficio della collettività”, conclude. E’ quanto dichiara in una nota

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