Coronavirus: PoliMi, factoring e credito filiera strategici, mercato vale 483 mld
Milano, 17 apr. (Adnkronos) – Il mercato potenziale del Supply Chain Finance, il credito di filiera, tra l’anticipo di fattura e il factoring, in Italia è pari a 483 miliardi di euro di crediti commerciali, e in crescita dell’1,1% in un anno, ma solo il 31% è già servito da soluzioni che consentono alle imprese di finanziare il capitale circolante facendo leva sul ruolo e le relazioni della filiera, per un valore di 150 miliardi di euro. Sono alcuni dei risultati della ricerca dell’Osservatorio Supply Chain Finance della Schoool of Management del Politecnico di Milano, presentata oggi all’evento online ‘Supply Chain Finance: level up!’.
Sebbene ancora limitato, in Italia il Supply Chain Finance sta crescendo, diventando sempre più strategico per le imprese, ancor più in questo momento di crisi di liquidità a seguito dell’emergenza sanitaria, grazie al supporto delle tecnologie digitali, all’approccio manageriale di utilizzo che si sta diffondendo e alla varietà di soluzioni a disposizione, per cui ormai non è più solo sinonimo di Reverse Factoring.
Tra le diverse soluzioni di Supply Chain Finance utilizzate in Italia, si evidenzia una frenata dell’anticipo fattura, il finanziamento bancario delle fatture non riscosse, che pur confermandosi al primo posto per valore si riduce del 2,7% fino a 70 miliardi di euro. Cresce invece il Factoring, la cessione dei crediti commerciali vantati da un’azienda verso i debitori, in tutte le sue forme: aumenta del +6,1% e vale 61 miliardi di euro quello tradizionale, del 25% fino a 1 miliardo di euro la cessione dei crediti futuri, del +36,8% fino a 6,1 miliardi di euro il Reverse Factoring, che permette ai fornitori di sfruttare il merito creditizio di un cliente per ottenere prezzi più bassi. Si conferma rilevante, attorno agli 8,5 miliardi di euro, la cartolarizzazione dei crediti commerciali ceduti a terzi attraverso titoli obbligazionari.

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