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Ecoseven al mercato: pochi aumenti di prezzo per frutta e verdura

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Rincaro di prezzi per frutta e verdura a causa della neve? Noi di Ecoseven siamo andati al mercato e gli aumenti non ci sono sembrati eccessivi

Si dice che i prezzi di frutta e verdura siano oramai alle stelle. Il rincaro dei prezzi di frutta e verdura a causa della neve (e qualche giorno fa dello sciopero dei tir) ha reso questi prodotti alimentari intoccabili. Questo secondo quanto scritto dai quotidiani stamattina. Eppure basta fare un giro al mercato rionale di Cola di Rienzo a Roma per sfatare tutte queste dicerie.

Gli aumenti sulla verdura ci sono: ma solo su zucchine, peperoni, melanzane e pomodori. E non sono nemmeno eccessivi. La signora Arrigoni Anna, proprietaria di un banco di frutta e verdura, ci fa notare come “i pomodori sono aumentati solo di 30 centesimi. Costano 4 euro, come le settimane scorse”. 

Le melanzane e i peperoni costano dai 3 ai 4 euro, e le zucchine 5 euro. “Sono aumentate solo di 50 centesimi”, ci spiega Anna Arrigoni, che aggiunge sul tema dei rincari: “il problema non è né il freddo, né la neve. Questi aumenti ci sono tutti gli anni in questo periodo, perché questi prodotti arrivano dalla Sicilia e vengono coltivati nelle serre”. Il vero aumento dei prezzi c’è stato solo durante lo sciopero dei Tir quando “la roba era poca e i commercianti speculavano sulle ultime scorte rimaste”.

Prezzi invariati per broccoli e spinaci. Meglio, chi acquista “le cassette dai produttori paga 1 euro di più a cassetta, che non pesa però a chi acquista al banco, che acquista la verdura già pulita”, continua sempre la signora Anna.

Dello stesso parere anche Silvestro Ardizi, che gestisce un banco di frutta e verdura al mercato rionale di via Cola di Rienzo. “È  tutto allarmismo”, afferma Ardizi, “gli aumenti, anche se piccoli, ci sono sempre in questo periodo e riguardano solo i prodotti estivi coltivati in serra. Melanzane e peperoni soprattutto, che vendo a 3,90 al chilo”.

Nessuna variazione sui prezzi della frutta, “le arance tarocco addirittura costano 20 centesimi di meno. Le vendo a 1,50 euro”, reclama la signora Arrigoni.

(GC)

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