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Ritrovata una straordinaria «Pompei britannica»: ecco com’era la vita di tutti i giorni nell’Età del bronzo

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Scavare, ancora una volta ci permette di scoprire il passato

La Cambridge Archaeological Unit sta scavando Must Farm, un sito britannico conservato molto bene e che ora riesce a farci osservare alcune caratteristiche della vita quotidiana delle persone durante l’Età del bronzo. Descritto come una «Pompei britannica», Must Farm è stato distrutto piuttosto rapidamente e molti dei suoi edifici sono affondati in acqua, dove l’insediamento è stato conservato per i successivi 3.000 anni. Da quando stanno scavando, gli archeologi sono riusciti a trovare di tutto: dai tessuti e il cibo a una ruota; per questo descrivono il sito come la sede di una gamma di beni e di oggetti straordinariamente ricca.

Lo scavo a Must Farm è stato finanziato dalla società Forterra e da Historic England ed è sostenuto dalla University of Cambridge. Come nel caso di Pompei, la storia degli abitanti di questo luogo è finita in tragedia: visto che il sito è così ben conservato, gli archeologi stanno mettendo insieme davvero molti indizi per riuscire a ricostruire quello che probabilmente è accaduto.

La causa più accreditata è un incendio, probabilmente doloso, che gli abitanti non sono riusciti a gestire e che ha causato la distruzione dell’insediamento e la caduta dei resti delle case nel fango del fiume dove sono stati conservati fino ad oggi. Sembra che gli eventuali superstiti potrebbero essere riusciti a fuggire, vista la quantità di beni che sono stati lasciati alle spalle. Gli archeologi hanno trovato asce, lance, 60 perle (probabilmente provenienti dalla Turchia o dalla Siria), frammenti di lino e anche impronte; nessuno scheletro, a parte un cranio che era stato probabilmente appeso come trofeo su una delle case. Insomma, un paesaggio colmo di storia, non ci resta che aspettare che qualcuno riesca a raccontarcela per intero.

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