Caramelle gommose al nopal: il progetto di due studentesse cilene che vola al mondiale scientifico
Autore: Redazione Ecoseven – Pubblicato il 21/06/2026

Caramelle gommose al Nopal? Due studentesse cilene di 17 anni hanno trasformato la mucillagine del nopal — il fico d’India — in caramelle gommose e con questo progetto rappresenteranno il Cile alla Genius Olympiad 2026, negli Stati Uniti. L’idea unisce un problema di salute pubblica reale e una pianta povera ma ricca di composti studiati per il metabolismo. Ecco la storia del progetto “Blandis Gummies” e, soprattutto, cosa dice davvero la ricerca scientifica sul nopal: dove le prove sull’uomo esistono e dove invece siamo ancora al laboratorio.
La storia: dal liceo di San Nicolás alla Genius Olympiad
Valeska Faúndez ed Emilia Pedrero, entrambe diciassettenni, frequentano l’ultimo anno dell’indirizzo chimico-biologico del Liceo Bicentenario de Excelencia Polivalente San Nicolás, in Cile. Insieme alla loro docente guida, Valentina García, hanno sviluppato nei laboratori della scuola un progetto chiamato “Blandis Gummies“: caramelle gommose ottenute dalla mucillagine del nopal, la sostanza gelatinosa ricavata dalle pale del cactus Opuntia.
Il punto di partenza non è stato il cactus, ma un problema sanitario del loro Paese. Come ha spiegato Emilia Pedrero, in Cile è alta l’incidenza di disturbi digestivi come il colon irritabile e l’infezione da Helicobacter pylori. Indagando le proprietà del nopal, le studentesse hanno scelto di veicolarne i composti benefici — in particolare i polifenoli — in un formato di consumo semplice e gradevole come una gommosa, così da renderli accessibili a un pubblico ampio.
Il progetto delle caramelle gommose al nopal ha raccolto riconoscimenti nelle fiere scientifiche regionali e nazionali. È stato il risultato all’Expociencia Nacional a garantire alle due ragazze l’accredito internazionale per la Genius Olympiad 2026, la competizione che si tiene questo mese a Rochester, nello Stato di New York, e che riunisce studenti da oltre settanta Paesi. Il viaggio è sostenuto dalla Fondazione Te Apoyamos.
Caramelle gommose al nopal: che cos’è il nopal
Il nopal è il termine con cui in America Latina si indica il cactus Opuntia ficus-indica, in Italia conosciuto come fico d’India. Della pianta si utilizzano i frutti, ma anche le pale (chiamate cladodi) e la loro mucillagine. È diffuso in Messico, in diverse zone dell’America Latina, in Africa e nel bacino del Mediterraneo, Italia meridionale compresa. Tra i suoi composti più studiati ci sono i polifenoli, le fibre e le betalaine — pigmenti come l’indicaxantina e la betanina, particolarmente concentrati nei frutti.
Box scientifico: cosa dice davvero la ricerca sul nopal
Questo è il punto in cui serve distinguere con precisione, perché le tre proprietà citate nel progetto Caramelle gommose al nopal hanno livelli di evidenza molto diversi tra loro. È una distinzione che fa la differenza tra informazione corretta e promessa ingannevole.
Glicemia: prove anche sull’uomo. È l’area più solida. Alcuni studi clinici sull’uomo, seppur condotti su campioni piccoli e in modalità randomizzata e in doppio cieco, hanno osservato che estratti di nopal (cladodi e fibra) possono ridurre la glicemia dopo i pasti e stimolare la secrezione di insulina. Una revisione sistematica del 2015 di Onakpoya e colleghi, pubblicata sulla rivista Nutrition, attribuisce l’effetto ipoglicemizzante soprattutto all’alto contenuto di fibra, in particolare la pectina, che rallenta l’assorbimento dei carboidrati.
Peso corporeo: indicazioni positive, sempre legate alla fibra. Un trial randomizzato e controllato pubblicato nel 2013 sulla rivista Obesity (Grube e colleghi), condotto su 125 adulti in sovrappeso o obesi, ha rilevato che un complesso di fibra derivata da Opuntia assunto per dodici settimane riduceva in media peso, BMI e circonferenza, senza reazioni avverse riportate.
Cellule tumorali: solo laboratorio, nessuna prova sull’uomo. Qui occorre la massima cautela. Gli effetti antiproliferativi del nopal e dei suoi pigmenti sono stati osservati esclusivamente in vitro (su linee cellulari) e su modelli animali. Non esistono studi clinici sull’uomo che dimostrino un effetto anticancro del nopal, né tantomeno di una caramella che lo contenga. Si tratta di ricerca preliminare, interessante per gli scienziati ma lontana da qualunque applicazione terapeutica. Attribuire al nopal un effetto “contro il cancro” nella pratica quotidiana sarebbe, allo stato attuale, scientificamente scorretto.
Un’ultima precisazione importante: la quasi totalità di questi studi è stata condotta su estratti, fibre purificate o succhi, non su caramelle gommose. Il merito del progetto delle studentesse è proprio quello di porsi il problema della conservazione dei composti attivi nel passaggio a un alimento, ma il prodotto va inteso come un’idea di ricerca, non come un integratore con efficacia clinica dimostrata.
Perché questa storia è interessante anche per noi
Al di là della competizione, il progetto cileno delle caramelle gommose al nopal tocca un tema attuale anche in Italia: l’alimentazione funzionale, cioè l’idea di portare in cibi di uso comune i composti benefici di piante normalmente poco valorizzate. Il fico d’India, abbondante nel nostro Mezzogiorno e spesso sottoutilizzato, è un candidato naturale a questo tipo di ricerca.
La storia di Valeska ed Emilia mostra anche un metodo: partire da un problema reale, cercare le evidenze scientifiche, e provare a renderle utili alle persone. È un approccio prezioso proprio perché si accompagna all’onestà sui limiti — riconoscere che una proprietà osservata in laboratorio non è ancora un beneficio garantito per chi mangia una caramella.
FAQ – Domande frequenti
Le caramelle gommose al nopal curano il cancro?
No. Gli effetti del nopal sulle cellule tumorali sono stati osservati solo in laboratorio (in vitro e su animali). Non esiste alcuno studio sull’uomo che dimostri un effetto anticancro del nopal o di prodotti che lo contengono. Va considerata ricerca preliminare, non una terapia.
Il nopal aiuta davvero a controllare la glicemia?
Alcuni studi clinici sull’uomo, seppur su campioni ridotti, indicano che gli estratti di nopal possono ridurre la glicemia dopo i pasti, soprattutto grazie al contenuto di fibra. È l’area in cui le prove sono più consistenti, ma non sostituisce le terapie per il diabete: chi ha problemi glicemici deve sempre rivolgersi al medico.
Che cos’è il nopal e dove si trova in Italia?
Il nopal è il cactus Opuntia ficus-indica, in Italia noto come fico d’India. È molto diffuso nel Sud Italia. Se ne consumano i frutti, mentre le pale (cladodi) e la mucillagine sono oggetto di studio per i loro composti.
Che cos’è la Genius Olympiad?
È una competizione scientifica internazionale per studenti delle scuole superiori dedicata a progetti su ambiente e sostenibilità. L’edizione 2026 si tiene a Rochester, nello Stato di New York, e riunisce partecipanti da oltre settanta Paesi.
In breve
Due studentesse cilene del Liceo San Nicolás portano alla Genius Olympiad 2026 le Caramelle gommose al nopal, un progetto che trasforma la mucillagine del fico d’India in caramelle gommose, le “Blandis Gummies”. La pianta è realmente studiata per il controllo della glicemia e del peso — qui con prove anche sull’uomo — mentre l’effetto sulle cellule tumorali resta confinato alla ricerca di laboratorio. È una storia che valorizza il talento studentesco e, allo stesso tempo, ricorda l’importanza di distinguere tra ciò che la scienza ha dimostrato e ciò che sta ancora studiando.
ATTENZIONE: Questo articolo su caramelle gommose al nopal ha finalità informative e divulgative. Le proprietà del nopal qui descritte si riferiscono a studi scientifici dai livelli di evidenza differenti e non costituiscono un consiglio medico. Per qualsiasi questione relativa a glicemia, peso o salute non si deve ricorrere all’autodiagnosi o all’autotrattamento, ma consultare un medico o un professionista sanitario qualificato.
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