Tutti i processi ambientali che potrebbero cadere in prescrizione

La prescrizione del caso Eternit mette in pericolo anche la conclusione degli altri processi ambientali. Ecco quali sono
Un precedente che fa preoccupare: la prescrizione del processo Eternit potrebbe decidere anche la sorte di altri processi incentrati sull’ambiente. A lanciare l’allarme è Antonio Pergolizzi di Legambiente, che teme che anche le cause ambientali successive possano risolversi in ‘un’ingiustizia compiuta’.
Oltre all’Ilva e all’inquinamento del fiume Lambro, spiega Pergolezzi, potrebbero concludersi con un nulla di fatto anche i processi che riguardano ‘l’impianto di incenerimento a Colleferro’ e quello, sempre nel Lazio, legato alla ‘contaminazione della Valle del Sacco’. E non solo: a fare i conti con il tempo che passa ci sono anche i processi ‘Tamoil a Cremona per inquinamento di acque e suoli’, ‘discarica di rifiuti pericolosi a Buccinasco, in provincia di Milano’, quello in cui si contesta ‘Riso Scotti per combustione di rifiuti’ e quello sulla ‘discarica di San Calogero, a Vibo Valentia’.
E non bisogna dimenticare quelle cause prescritte e dimenticate: ‘una delle più gravi sconfitte per l’ambientalismo italiano: il processo alla discarica di Pitelli (La spezia) al centro di un traffico di rifiuti, e finito in prescrizione’, ha affermato Antonio Pergolizzi.
Il vero problema, conclude Pergolizzi, ‘non è tanto la prescrizione ma la cattiva normativa ambientale. E la conseguenza è che manca una fattispecie specifica. Chiediamo perciò un segno di discontinuità, quello di introdurre i reati ambientali nel codice penale perché ora l’impalcatura giuridica fa acqua da tutte le parti. Il Senato si svegli, e i senatori decidano da che parte stare. Un Paese civile dovrebbe tutelare più e meglio i suoi cittadini’.
gc

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