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Tennis: Djokovic, ‘quest’anno ho ancora più motivazione per vincere a Melbourne’

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Melbourne, 25 gen. -(Adnkronos) – “Vincere in tre set gli ultimi due match, dominando contro due ottimi avversari che stanno attraversando un buon periodo di forma, serve a mandare un messaggio ai miei rivali rimasti in corsa. Era ciò di cui avevo bisogno. Giocare a questo livello fa salire la fiducia. In campo mi sento bene, sempre meglio di partita in partita. Ho vissuto questa situazione tantissime volte nella mia carriera e a Melbourne non ho mai perso una semifinale. Mi auguro possa rimanere così”. Queste le parole di Novak Djokovic dopo la vittoria in tre set sul russo Andrey Rublev nei quarti di finale dell’Australian Open. “La motivazione non mi è mai mancata, ma quest’anno c’è qualcosa in più: sarà per l’infortunio, per ciò che è successo lo scorso anno. Ho davvero una gran voglia di fare bene. Mi a qui è andato tutto alla perfezione”, aggiunge il 35enne serbo prima di parlare dei suo prossimo avversario: lo statunitense Tommy Paul.

“Non l’ho mai affrontato Paul ma so come gioca. È nel circuito da un po’ e l’ho osservato, specialmente in questo torneo. Sta probabilmente giocando il miglior tennis della sua vita. È un giocatore dinamico, dal tennis esplosivo. Ha un rovescio molto solito e ama mettere i piedi dentro il campo per dettare il gioco col diritto. Ha un’ottima fluidità al servizio, riesce a essere efficace con tutte le soluzioni. Ha un allenatore impegnato nel circuito da anni, con ottimi giocatori. È alla sua prima semifinale Slam, quindi non ha molto da perdere. Sono sicuro che saprà esprimere il suo miglior tennis”.

Djokovic descrive poi il tennis degli statunitensi. “Un gioco basato su un servizio potente e preciso, e su uno stile aggressivo, alla ricerca della rete. Va detto che alcuni dei più grandi campioni del nostro sport sono arrivati dagli Stati Uniti, come McEnroe, Sampras o Agassi, avevano tutti uno stile diverso. Agassi è stato probabilmente il primo dopo Borg a scendere a rete meno degli altri in un’epoca nella quale era il serve&volley a farla da padrone. Oggi il tennis è cambiato, grazie a tecnologia, racchette, corde, palline e rapidità delle superfici. Non così tanti anni fa tre Slam su quattro si giocavano sull’erba, mentre oggi siamo nell’epoca delle scivolate, del tennis da fondo campo. Ma è positivo che ci siano ancora giocatori dal tennis vario, così da offrire al pubblico differenti stili di gioco”.