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Ucraina: Fratoianni, ‘si lavori a cessate il fuoco, no a invio nuove armi’

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Roma, 13 dic. (Adnkronos) – “Non mi è mai passato per la testa in questi lunghissimi mesi della guerra in Ucraina dopo l’aggressione russa, di accusare chi aveva posizione diverse dalla nostra di essere un vile guerrafondaio”. Così Nicola Fratoianni a nome dell’Alleanza Verdi Sinistra intervenendo nell’Aula di Montecitorio nella dichiarazione finale del dibattito sulle comunicazioni del ministro della difesa sulla situazione Ucraina, riconfermando il giudizio negativo su ulteriori invii di armi in quel Paese.

“Ho invece sempre cercato di porre in questa Aula parlamentare qualche elemento di riflessione utile ad indicare le criticità che sono di fronte a noi. Ho passato la mia ad oppormi alle guerre e all’uso della forza come strumento di coercizione. L’ho fatto quando i carri armati cinesi reprimevano gli studenti in piazza Tian An Men, l’ho fatto contro la prima e la seconda guerra del Golfo, contro la guerra nei Balcani, l’ho fatto contro il pantano afgano, contro ogni forma di repressione come avviene drammaticamente e ferocemente in queste ore in Iran davanti ad uno straordinario movimento di liberazione di donne e giovani.”

“E in base a questa coerenza fin dall’inizio vi ho posto in quest’aula – prosegue il leader di Si – un’obiezione: attenzione perché la via dell’escalation militare rischia di diventare l’unica strada che viene concretamente utilizzata. Ancora una volta in quest’Aula discutiamo ancora di questo, quel che manca da parte del governo ma anche da chi in altri governi ha condiviso le stesse scelte che oggi vengono riproposte, è l’assenza in questi mesi di una discussione che provi ad indicare una possibile via di uscita alternativa alle armi”.

“Vorrei sapere da questo governo e da questa Europa quando ha intenzione di muovere un’iniziativa diplomatica che permetta un tavolo di trattativa? A me spaventa un poco che l’Europa abbia assegnato ad uno dei peggiori dittatori sulla scena internazionale come Erdogan, che con le armi della Nato scatena la peggiore repressione contro le popolazioni curde, la funzione principale sul terreno della diplomazia”.

“Anche qui sgombriamo il campo dalla retorica: l’indignazione scompare di fronte al massacro dei turchi contro quei curdi che hanno sconfitto per conto nostro il Daesh, l’indignazione scompare quando le vittime sono quei palestinesi da troppo tempo vittime di un continuo sopruso dei loro diritti. Sgombriamo il campo dalla retorica bellicista – insiste l’esponente di Verdi e Sinistra – incrementiamo il sostegno umanitario, inviamo i generatori, sosteniamo dal punto di vista alimentare e sanitario le popolazioni ucraine vittime di un’aggressione senza precedenti. Siamo per il sostegno ai profughi ucraini, e magari l’Europa estendesse questo sostegno anche ad altre vittime di persecuzioni provenienti da altre parti del mondo”.

“Ma continuiamo a chiedere al governo italiano quando arriva il momento di provare ad indicare anche attivamente la strada di una trattativa possibile. Perché il nostro Paese non si può fare promotore di un’iniziativa che porti al più presto ad un cessate il fuoco? Infine dentro questa discussione mi tocca ricordare anche un altro aspetto non certo secondario : la corsa agli armamenti. Nella scorsa legislatura sono stato l’unico a dire che non era la strada giusta votare un aumento annuale di spese militari di 13 miliardi di euro, una scelta condivisa da tutti dal Pd al M5S e da tutte le altre forze di maggioranza. Ma possibile – conclude Fratoianni – che in un Paese in cui i servizi fondamentali sono in affanno, si chiudono le scuole, si tagliano le risorse per la sanità si voglia seguire un principio burocratico : siccome c’è un impegno con i vertici dell’Alleanza atlantica si deve fare. Che ragionamento è? Il Parlamento può discutere di come investire diversamente le risorse? Io rimango convinto che è possibile costruire una strada alternativa a quella finora scelta”.