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Energia nello spazio: arriva dall’urina

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Per ottenere acqua ed energia a basso costo, alcuni ricercatori dell’Universita’ di Porto Rico hanno proposto due innovativi sistemi di trattamento dell’urea utilizzabili durante le missioni spaziali

Ottenere acqua ed energia dall’urina. Stiamo parlando della nuova frontiera del ‘riciclo intelligente’ proposta da alcuni ricercatori dell’Università di Porto Rico per abbassare drasticamente i costi legati all’approvvigionamento idrico ed energetico nello Spazio

I rifornimenti di acqua ed energia effettuati nello Spazio infatti, sono molto costosi. Basti pensare che, per il solo approvvigionamento idrico della Stazione Spaziale Internazionale (SSI), i costi sono pari a circa 33mila dollari per ‘spedire’ un litro d’acqua o altri rifornimenti nella bassa orbita. Spese, queste, destinate a lievitare ulteriormente per eventuali missioni spaziali più lontane dall’orbita della SSI.

Ottenere acqua ed energia dall’urina, secondo gli scienziati, potrebbe quindi diventare l’unico sistema possibile per garantire nello Spazio stesso, (senza spedizioni dalla Terra), i rifornimenti essenziali alle missioni degli astronauti. Da un lato, l’urina potrebbe essere depurata attraverso un particolare processo (messo a punto proprio dai ricercatori portoricani) in grado di filtrare i contaminanti presenti nel liquido. L’urina viene infatti bollita fino a quando l’acqua contenuta nel liquido non si trasforma in vapore. Questo elemento aeriforme, con ancora alcune  tracce di ammoniaca ed altri gas, viene poi fatto salire in una camera di distillazione che riproduce la forza di gravità (altrimenti assente nello Spazio), lasciandosi dietro una fanghiglia di impurità che viene gettata via. Il vapore viene in seguito freddato e condensato nuovamente, riportandolo ad uno stato liquido che, dopo un ulteriore processo di purificazione, si trasforma finalmente in acqua potabile.

Per ottenere energia dall’urina, gli scienziati hanno invece realizzato uno speciale Bioreattore Elettrochimico di Urea (UBE), in grado di estrarre efficientemente l’ammoniaca presente nel liquido, che viene poi trasformata in elettricità da una cella a combustibile (che la scompone in azoto ed acqua). Il sistema ovviamente è stato progettato per le missioni spaziali, ma gli attuali test di laboratorio hanno mostrato che il Bioreattore ‘UBE’ potrebbe essere utilizzato anche in tutti i sistemi di trattamento delle acque reflue contenenti urea e ammoniaca. Per maggiori informazioni si può fare riferimento a questo sito.

(Matteo Ludovisi)

acqua, energia, riciclo, spazio, urina

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