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Ucraina, Pino il mercenario messinese latitante ricercato in Donbass

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Palermo, 19 feb. (Adnkronos) – La latitanza di Pino Russo, il ‘mercenario’ messinese di 29 anni con la passione del kalashnikov, e che da anni vive nel Donbass, è iniziata il 27 aprile del 2021, quando il Tribunale di Messina ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere confermata dal Tribunale del Riesame nel luglio 2021. Il giovane, che non è mai tornato in Italia, come confermano fonti investigative all’Adnkronos, è ancora ricercato con l’accusa di avere violato la convenzione internazionale contro il reclutamento, l’utilizzazione, il finanziamento e l’istruzione di mercenari, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York il 4 dicembre 1989.

Giuseppe Russo, chiamato ‘Pino’, è rimasto a combattere al fianco delle milizie filorusse nel conflitto armato nel territorio ucraino del Donbass, in Ucraina orientale “dietro retribuzione e senza essere cittadino di quello Stato né lì stabilmente residente”, come scrive il Tribunale di Messina. Sul mercenario le indagini non si sono mai fermate. Anche i Servizi segreti, oltre a diverse Procure, sono alla ricerca del giovane messinese in Donbass e di altri mercenari italiani che si trovano in quel territorio. L’attenzione “è massima”, dicono fonti di intelligence all’Adnkronos. Un appassionato delle armi, Russo, tanto da dire in una chat, senza sapere di essere intercettato: “E’ stato bello sparare ieri, come i pazzi… vvrumm vvrumm…”. L’uomo, come rivela lui stesso in una conversazione, è inquadrato “nella fanteria speciale russa”. Il fatto risulta “aggravato dalla transnazionalità, in quanto posto in essere da un gruppo criminale organizzato, impegnato in attività criminali in più di uno Stato, con contestazione in Italia e Ucraina, da epoca prossima al giugno 2016 e accertate sino al maggio del 2020”.

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