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Mafia: Presidente Tribunale Palermo, ‘Mattarella omicidio politico-mafioso, ora verità’/Adnkronos (4)

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(Adnkronos) – Quindi per Antonio Balsamo “è come se in questa fase si riprendessero queste impostazioni di fondo che avevano formato oggetto, da un lato dell’attività giudiziaria di Giovanni Falcone e dall’altro della visione che era stata proposta all’indomani dell’omicidio Mattarella. Ciò è legato a un tema più generale, relativo alla statura politica di Piersanti Mattarella per il tipo di politica che porta avanti. Si impegna a promuovere per la Sicilia una prospettiva completamente diversa di quella che si stava realizzando in quegli anni. Sono anni in cui da parte di cosa nostra c’è stato il disegno di considerare la Sicilia come un crocevia del traffico internazionale di stupefacenti. In quello stesso momento Piersanti Mattarella si impegna per costruire un futuro completamente diverso, con un modello di sviluppo moderno. Il futuro di una Sicilia con le carte in regola, che non è solo una proclamazione ideale. Ma è anche un intervento estremamente incisivo nel campo degli appalti pubblici, nel segno dell’affermazione della legalità”. “Proprio nell’ambito degli appalti pubblici – dice Balsamo – si realizzavano alcuni dei principali canali di riciclaggio. In quel periodo Cosa nostra era impegnatissima nel mondo dell’edilizia e degli appalti, che costituivano straordinari canali di riciclaggio di proventi illeciti e di affermazione della imprenditoria mafiosa”.

“Uno degli aspetti significativi che è stato a volte sottovalutato è il fatto che Piersanti Mattarella in quel periodo storico diventa uno degli interlocutori privilegiati delle più alte istituzioni italiane ed europee, rappresenta una alternativa totale rispetto a questa drammatica involuzione della Sicilia che era al centro delle strategie mafiose. Piersanti Mattarella aveva assunto una statura politica che aveva modificato completamente la considerazione della Sicilia nel contesto nazionale e internazionale creando una serie di sinergie con persone come il Presidente della Repubblica Sandro Pertini e con il Presidente della Commissione europea, Roy Jenkins. Uno dei discorsi più significativi di Piersanti Mattarella fu fatto proprio in occasione della visita del Presidente della Commissione europea a Palazzo d’Orleans, il 6 settembre 1979. Quindi, in sostanza, questa visione internazionale del ruolo della Sicilia attraverso un rafforzamento della legalità in tutte le attività pubbliche, proprio nella fase in cui c’è una evoluzione di Cosa nostra verso il ruolo di protagonista del narcotraffico internazionale, crea una evidente situazione di conflitto tra due opposte linee di tendenza. Senza dubbio è uno degli scenari in cui si può collocare l’omicidio Mattarella”.  “Non è un caso che dopo pochi mesi Pio La Torre propose la legge Rognoni-La Torre – aggiunge Antonio Balsamo – per combattere quella dimensione economica della criminalità organizzata che era anche al centro dell’impegno di contrasto da parte di Piersanti Mattarella. Tutto questo scenario storico, a sua volta, può essere letto in un quadro più ampio. Non a caso Giovanni Falcone era del tutto contrario alle visioni di Cosa nostra in senso riduttivo, come se fosse una monade chiusa in sé stessa, e puntava gli occhi su un intero sistema di potere fondato sulle complicità mafiose. Cosa nostra per Falcone era legata a tutti gli avvenimenti più importanti della vita siciliana”.

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