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Mafia: Presidente Tribunale Palermo, ‘Mattarella omicidio politico-mafioso, ora verità’/Adnkronos (5)

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(Adnkronos) – “Questa visione particolarmente profonda di Falcone, fa venire in mente un altro evento che a sua volta presenta tuttora degli aspetti che sarebbero meritevoli di approfondimenti: il fallito attentato all’Addaura – dice Antonio Balsamo –  si verifica nel momento in cui si sta realizzando una collaborazione stretta con l’autorità giudiziaria della Svizzera, a proposito del riciclaggio di denaro proveniente dal traffico internazionale di stupefacenti. In quel momento storico uno degli impegni principali di Falcone era quello di creare una fortissima sinergia con i principali protagonisti della lotta al narcotraffico a livello globale”. “Una interessantissima vicenda è l’incontro tra Falcone e George Bush il 27 maggio del 1989 – ricorda Balsamo – Questo incontro si verifica subito dopo che una delegazione della Commissione Parlamentare Antimafia italiana si incontra con rappresentanti dei Parlamenti dell’Inghilterra e della Germania, allo scopo di discutere iniziative comuni per la lotta contro il traffico di droga e il riciclaggio di denaro sporco. Un incontro che si tiene a Vienna nei giorni 25 e 26 maggio 1989 e vede protagonista Falcone. Subito dopo, di ritorno da Vienna a Roma, Giovanni Falcone viene invitato al ricevimento organizzato a Villa Taverna, è l’unico magistrato presente, e Bush chiede di parlare con lui in privato. E’ evidente che in quel momento l’opera di Falcone riceve una grande attenzione e una intensa condivisione da parte dei massimi leader politici mondiali: il magistrato italiano è visto come un importante punto di riferimento a livello internazionale. Secondo il ricordo di Francesco La Licata, Falcone stesso pose in correlazione l’attentato all’Addaura che venne eseguito da Cosa nostra meno di un mese dopo, precisamente il 21 giugno 1989, con il suo incontro con Bush. Come se si trattasse di una reazione di Cosa nostra, e di tutto quell’insieme di interessi convergenti con la mafia, rispetto a questo ‘pericolo’ che Falcone poteva rappresentare. Di una reazione fortissima di quell’insieme di realtà criminali ad una altrettanto forte autorità conquistata da Falcone, con il suo rapporto di grande fiducia con le massime autorità Usa. C’è un dato che fa riflettere: all’acquisto di una posizione di autorevolezza nazionale e internazionale corrisponde il compimento, da parte di Cosa nostra, di attacchi criminosi, non soltanto di altissimo livello, ma accompagnati da evidenti tentativi di depistaggio. Sui depistaggi che seguirono le vicende dell’Addaura ci sono diverse pronunce importanti. Per quanto riguarda i depistaggi seguiti all’omicidio Mattarella c’è un interessante riferimento nella sentenza della strage di Bologna”. (di Elvira Terranova)

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