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Milano: imprenditori al nuovo sindaco, ‘dia priorità a viabilità e movida, turismo e fiscalità’

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Milano, 9 giu.(Adnkronos) – Viabilità e movida; turismo e fiscalità. Questi i nodi che il nuovo sindaco di Milano dovrà affrontare con urgenza, secondo le associazioni di rappresentanza delle imprese di commercianti e artigiani operanti nel capoluogo lombardo sentite dall’Adnkronos. Quattro pilastri su cui gli imprenditori auspicano soluzioni condivise, che possano conciliare la sostenibilità ambientale con le esigenze e i bisogni di chi vive e lavora in città.

“Viabilità e movida sono i temi prioritari emersi in un confronto con i colleghi piccoli e medi imprenditori -spiega Arianna Petra Fontana, presidente di Confartigianato Imprese Milano-. Tutti siamo concordi nella necessità di una svolta verde ecologica della città, ma riteniamo che manchi ancora un pensiero generale che renda facile a chi si deve muovere in città per lavoro, con i mezzi propri, di farlo senza essere terrorizzato da multe, nuovi divieti, e incomprensibili pratiche burocratiche”. E poi, “la mobilità leggera va certamente favorita, ma attenzione che stiamo sacrificando la figura più ecologica, per antonomasia, il pedone, spesso schiacciato tra biciclette e monopattini. Per le persone muoversi diventa sempre più pericoloso”.

“Capiamo che Milano debba essere una città a mobilità sostenibile -spiega Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano- ma, come dice il presidente Sangalli, deve soprattutto tornare ad essere una città aperta, accogliente e attrattiva. Non è possibile, ad esempio, fare piste ciclabili a casaccio; pensiamo a quello che è stato fatto in corso Buenos Aires, un intervento fatto in 48 ore, tracciando semplicemente delle strisce”. Occorre, invece, “identificare dei criteri in una logica di condivisione e confronto con le organizzazioni di rappresentanza, laddove gli interventi di mobilità sostenibile siano più opportuni, senza danneggiare nessuno”. In passato, “noi siamo sempre stati coinvolti nella pianificazione della mobilità di Milano, a partire dall’Ecopass all’Area b/c; mentre nell’ultimo anno e mezzo, sulla logica dei 35 chilometri di piste ciclabili, che diventeranno 45, ce n’è stata davvero poca condivisione”.

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