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Migranti: Draghi vede premier libico e ‘chiama’ Ue, ‘dovere morale tutelare diritti’/Adnkronos (2)

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(Adnkronos) – Passa da qui, l’impegno del nostro Paese per un accordo quadro sulle migrazioni, con una politica coordinata a livello europeo, obiettivo che, per quanto complesso da centrare, Draghi tenterà di mettere a segno già nel Consiglio europeo di fine giugno. Sui migranti “l’Italia continuerà a fare la sua parte – assicura l’ex numero uno della Bce nel corso delle dichiarazioni alla stampa con il primo ministro libico – in termini di risorse e capacità formative, ma serve un’azione dell’Unione Europea determinata e rapida”.

L’Italia continuerà a salvare vite umane, ma l’Europa deve fare la sua parte, anche riprendendo in mano il meccanismo della ridistribuzione dei migranti, un meccanismo che sembra essersi inceppato con il sopraggiungere dell’emergenza Covid. Ora che la corsa dei vaccini ha accelerato e i contagi sono precipitati in tutta Europa, è arrivato il momento di tornare ad occuparsi di un tema che promette di infiammare presto, prestissimo, il dibattito pubblico.

E in questo quadro il dossier libico appare decisivo e i segnali arrivati dall’Europa, assicurano dalla Farnesina, positivi, “un cambio di passo è nell’aria”. Potrebbe passare anche da risorse finanziarie e sostegno al governo ad interim in cambio di un più efficace controllo delle partenze, un giro di vite sugli arrivi dalla frontiera meridionale, quella da cui ogni giorno migliaia di migranti rischiano la vita muovendo i passi dal Sahel. L’Italia potrebbe avere un ruolo decisivo in questa partita, e non è un caso che c’è chi ricorda che la prima missione all’estero di Draghi premier, il 6 aprile, fu proprio in Libia. L’idea di fondo potrebbe essere quello di un accordo quadro sulle migrazioni simile a quello con la Turchia sulla rotta est. Pragmatismo, ma senza mai ammainare la bandiera dei diritti dei migranti e dei rifugiati.

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