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Stonehenge a rischio a causa del progetto di ampliamento dell’A303

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Il governo vuole realizzare un tunnel sotto il sito neolitico più misterioso e affascinante del mondo, qualificato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità

Il sito di Stonehenge, riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità e situato vicino a Salisbury, in Gran Bretagna, potrebbe essere messo a rischio dal progetto governativo di ampliamento dell’A303, la strada che costeggia il complesso dei menhir nel Sud dell’Inghilterra. In particolare la costruzione di un tunnel e dei relativi svincoli potrebbe causare enormi danni al paesaggio e allo stesso sito archeologico.
Il piano del governo annunciato ad inizio di dicembre è di raddoppiare la carreggiata dell’arteria stradale fra Amesbury e Berwick Down per favorire lo sviluppo economico e abitativo dell’area sud-ovest. Il progetto ha un costo di 15 miliardi di sterline mentre il sottopasso che sarebbe compreso tutto sotto il sito archeologico costerebbe 1,2 miliardi di sterline (1,5 miliardi di euro). Si tratta di capire se gli obiettivi dichiarati giustifichino la messa in pericolo di un sito che ha 4mila anni, richiama ogni anno milioni di turisti e intorno al quale sono nati miti e leggende. Alcuni ricercatori ci vedono un osservatorio astronomico primitivo, le leggende lo considerano fondato dal mago Merlino. In ogni caso, i grandi megaliti a cui si allineano perfettamente i raggi del sole nei giorni di solstizio, ne fanno uno dei siti archeologici più affascinanti e misteriosi del pianeta. Il timore è che le notevoli vibrazioni per la realizzazione dell’infrastruttura stradale mettano a rischio la stabilità dei megaliti e che, una volta realizzata, l’infrastruttura rappresenti una ferita inguaribile ad uno dei siti neolitici più belli e conosciuti. Per questo è nato un grande movimento di protesta che si oppone al progetto del governo. Per esempio per l’Italia esiste una pagina facebook

AS

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Siti Unesco, Stonehenge, storia, unesco

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