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Patrimoni Unesco: 2000, Isole Eolie

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Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia

Un arcipelago di sette isole si affaccia a nord della costa della splendida Sicilia. Sono le Isole Eolie, dove alle spiagge, le grotte, le insenature e i faraglioni, si aggiungono varietà e ricchezza di fondali marini e aspetti geologici e vulcanologici di settemila anni di storia.

Un parco archeologico in perenne evoluzione, dove la cenere, le lave e il materiale eruttato preservano le tracce del passato e le restituiscono perfettamente conservate, fornendo un primato eccezionale di fenomeni vulcanici in corso.

Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Panarea , sono queste le Isole Eolie, che rappresentano una straordinaria testimonianza di nascita ed evoluzione di isole vulcaniche.

Grazie alla loro importanza scientifica, ma anche turistica e culturale sono diventare Patrimonio UNESCO nel 2000

In questa zona, principalmente a Lipari e Salina, i primi insediamenti umani risalgono ad alcuni secoli prima del 4000 a.C., periodo in cui si sviluppò la ricerca e l’utilizzo dell’ossidiana, il vetro vulcanico dovuto al raffreddamento della lava, che costituiva il materiale più tagliente di cui si potesse disporre. Un commercio che portò alle isole una straordinaria prosperità.

Intorno al 3000 a.C., invece, iniziarono ad essere abitate anche le isole minori, mentre nella seconda metà del terzo millennio si stanziarono popolazioni provenienti dalla Grecia e a queste si riferisce il ciclo di leggende che trova eco nell’Odissea di Omero, nell’episodio del dio Eolo che accoglie Ulisse concedendogli l’otre dei venti.

Lo studio delle isole, che risale al XVIII secolo, ha fornito alla vulcanologia la definizione di due tipi di eruzione, la vulcaniana e la stromboliana. Le morfologie delle isole vulcaniche rappresentano un modello storico nell’evoluzione dei processi geologici e continuano ad arricchire la scienza e gli studi di settore.

Lipari, l’antica Meligunis greca.

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è la più grande e popolosa isola dell’arcipelago, dove la presenza dell’uomo è costante da oltre seimila anni. Lungo la costa sono presenti numerose spiagge bianche con i colori del mare che variano dal turchese al blu intenso, creando un paesaggio unico e suggestivo.

Tra i luoghi d’interesse degni di nota sull’isola figurano il Castello di Lipari con l’antico chiostro di epoca normanna, la Chiesa del purgatorio del XIII secolo, il Museo archeologico, l’Acropoli e i resti delle tombe di età greco-romana. Oggi i fenomeni di vulcanismo sono limitati alla presenza di attività fumarolica e di sorgenti calde, localizzati nel versante occidentale dell’isola.

Salina, la seconda isola per estensione e per popolazione, possiede il primo e terzo rilievo più alto dell’arcipelago.

Il monte Fossa delle Felci, di 962 metri, e il monte dei Porri, di 860 metri, che conservano la tipica forma conica. I primi colonizzatori dell’antica Grecia chiamarono l’isola di Salina con il nome di Didyme, proprio per l’inconfondibile aspetto delle due montagne “gemelle” che si stagliavano alte sul mare.

L’ attuale nome, invece, deriva da un laghetto presente nella frazione di Lingua del Comune di Santa Marina di Salina, dal quale si estraeva il sale. Nel 1981 è stato istituito il parco regionale di Salina e nel 1984 la Riserva naturale Le Montagne delle Felci e dei Porri.

Vulcano è la terza isola dell’arcipelago per dimensioni e la più meridionale.

L’antica isola di Efesto, dio greco del fuoco, diventò con i romani “Vulcano” e rimase disabitata a causa della forte attività vulcanica.

Solo dopo l’ultima grande eruzione, nel 1888, il Cratere Grande ha cessato di essere attivo e alcuni agricoltori hanno potuto insediarsi e vivere sull’isola. Attualmente l’attività vulcanica è limitata alle emissioni fumaroliche, presenti quasi ovunque, mentre la zona del porto e l’istmo di Vulcanello sono tra i paesaggi più suggestivi e peculiari del Mediterraneo.

Stromboli è l’unica isola dell’arcipelago con un’attività vulcanica permanente e offre di frequente lo spettacolo, estremamente suggestivo di notte, della sciara di fuoco che scende al mare.

 

L’isola è la più settentrionale delle Eolie, si estende su una superficie di 12,2 km ed i principali luoghi abitati sono San Vincenzo, semplicemente il paese di Stromboli, antico borgo di agricoltori, con l’approdo storico di Scari, Piscità e Ficogrande, un tempo residenze degli armatori. Il territorio si Stromboli si presenta poco accessibile, ma le rare zone pianeggianti sono coltivate a vigneti ed è rinomata la produzione del vino Malvasia.

L’isola di Filicudi ha un’estensione di 9,5 km2 e l’etimologia del nome, Phoinikodes, deriva dal greco antico e indica la palma nana, assai diffusa in epoca antica ed oggi ancora presente sui promontori dell’isola. Le antiche genti di Sicilia, invece, fino ai primi del ‘900, la denominavano anche “Isola del diavolo” o “delle streghe”.

Le rovine del villaggio neolitico sul promontorio di Capo Graziano sono molto interessanti e testimoniano la presenza sull’isola, durante il Neolitico, di una fiorente industria e lavorazione dell’ossidiana. L’isola è particolarmente amata da molti artisti, sia italiani che stranieri e, ogni due anni, prende forma una Biennale d’Arte a cui partecipano tutti gli artisti che amano quest’isola.

Alicudi è una delle isole geologicamente più recenti, abitata solo sul versante meridionale, digradante verso il mare in stretti appezzamenti sostenuti da muri a secco.

Le case sono distribuite in contrade raggiungibili solamente percorrendo antiche mulattiere in gradoni di pietra.

Tra questi agglomerati si trova Alicudi porto, a livello del mare, posta tra il molo nuovo, il molo vecchio e l’arco di roccia detto Perciato; Contrada Tonna, invece, antico insediamento con suggestivi edifici in puro stile eoliano, è la frazione più ad ovest dell’isola.

San Bartolo è un borgo posto ad una altezza di circa 370 metri e a quasi mille gradini dal mare. In passato era il principale abitato dell’isola, permettendo ai contadini di raggiungere le campagne coltivate. Oggi è del tutto disabitato e a poca distanza si trova la Chiesa di San Bartolo, risalente al 1821, edificata sui resti di una sacrestia seicentesca e considerata l’unico monumento storico dell’isola.

Panarea è la più piccola e la più antica fra le isole dell’arcipelago.

Con gli isolotti di Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Dattilo, Bottaro, Lisca Nera, costituisce un micro arcipelago fra Lipari e l’isola di Stromboli posto su un unico basamento sottomarino. L’isola presenta una notevole varietà di ambienti così da costituire un’interessante meta naturalistica.

Tra gli edifici religiosi di interesse si presentano la Chiesa dell’Assunta e la Chiesa di San Pietro, al quale, ogni 29 giugno, viene dedicata una suggestiva processione al santo patrono che protegge e benedice i fedeli, l’isola, il suo mare e le sue ricchezze naturali.

Le Isole Eolie sono uno straordinario esempio del fenomeno vulcanico ancora in corso e presentano un’identità particolare perché sono le vette di una catena sottomarina di rilievi.

Una parte visibile del gruppo montuoso sommerso segue uno sviluppo lineare di circa 87 km, dal punto più a nord-est, l’isola di Stromboli, al punto più occidentale, l’isola di Alicudi, e si prolunga in profondità verso ovest con altri vulcani sommersi.

Le diverse “culture” dell’arcipelago delle Isole Eolie sono documentate nel Museo Archeologico regionale eoliano, nel quale sono conservati reperti dall’età preistorica alla greco-romana e medievale, illustrate da una ricchissima produzione di testi specialistici e didattici e nelle sue sedi distaccate di Filicudi e Panarea.

Alessandro Campa

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