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Patrimoni Unesco: 2013, Monte Etna

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Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia

Il Monte Etna, chiamato anche Mongibello, è un sito iconico che comprende 19.237 ettari disabitati sulla costa orientale della Sicilia. L’altezza massima del cono vulcanico oggi supera i 3300 metri su 40 km di diametro di base, con un serbatoio magmatico che si trova a 20 km di profondità sotto la superficie terrestre.

Tali dimensioni lo rendono il vulcano terrestre più imponente d’Europa e dell’intera area mediterranea.

Negli ultimi tre millenni, l’attività vulcanica si è manifestata con colate laviche fluide e lente e piccole esplosioni che interessano solo la bocca eruttiva. Una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra e di processi geologici in atto, nei quali si sviluppano significative caratteristiche della superficie terrestre.

Secondo il mito, l’attività di ceneri ed eruzioni laviche del vulcano sarebbero il ‘respiro’ infuocato del gigante Encelado, sconfitto da Atena e intrappolato per l’eternità in una prigione sotterranea sotto il Monte Etna, e i terremoti sarebbero causati dal suo rigirarsi tra le catene.

L’Etna, la montagna più alta dell’isola del Mediterraneo e lo stratovulcano più attivo del mondo, per il suo eccezionale valore naturalistico, geologico, biologico ed ecologico è diventato Patrimonio UNESCO nel 2013. 

La storia eruttiva del vulcano può essere fatta risalire a 500.000 anni fa e almeno 2.700 anni di questa sono stati documentati.

L’Etna è anche uno dei vulcani più studiati e monitorati al mondo e riveste un’importanza scientifica e culturale globale, per la vulcanologia, la geofisica e altre discipline di scienze della terra.

Il vulcano sostiene anche importanti ecosistemi terrestri tra cui flora e fauna endemiche e la sua attività lo rende un laboratorio naturale per lo studio dei processi ecologici e biologici. Il variegato e accessibile insieme di elementi vulcanici come crateri sommitali, coni di scorie, colate e grotte laviche, assieme alla depressione della Valle de Bove hanno reso l’Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e l’istruzione.

L’Etna è uno dei vulcani più attivi del mondo e uno straordinario esempio di processi geologici continui e formazioni vulcaniche.

Lo stratovulcano è caratterizzato dalla quasi continua attività eruttiva dai crateri del suo vertice e abbastanza frequenti eruzioni e colate laviche dai crateri e fessure sui suoi fianchi.

Oggi l’Etna è uno dei vulcani meglio studiati e monitorati al mondo, mentre i confini della proprietà sono chiaramente definiti e racchiudono le più importanti caratteristiche geologiche dell’Etna. La proprietà comprende pochissime infrastrutture, tra cui alcuni sentieri di bosco e di montagna, alcuni rifugi alpini di base lungo le principali piste forestali e oltre cinquanta piccole stazioni di monitoraggio sismico e un osservatorio scientifico.

La proprietà non ha popolazione permanente, è priva di strade e il suo uso è limitato alla ricerca.

Non sono consentiti né previsti progetti di costruzione all’interno della proprietà, ad eccezione dell’eventuale manutenzione dell’osservatorio.

L’accesso del pubblico alla cima dell’Etna può essere ufficialmente vietato per motivi di sicurezza, nonostante questo regolamento sia stato difficile da applicare e alcune attività da svolgere in questo luogo richiedono un’autorizzazione preventiva.

I pericoli naturali derivanti dall’attività vulcanica della proprietà rappresenteranno sempre un rischio per alcune caratteristiche e strutture dell’ambiente circostante. Alcune attività necessitano di un continuo monitoraggio per evitare impatti negativi come l’erosione e il disturbo della fauna selvatica, a cui si aggiungono limitati interventi selvicolturali per ridurre il rischio di incendi boschivi e mantenere le vie di accesso.

Alessandro Campa

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