Botti di Capodanno: sempre più comuni li vietano

Divieti in molte città d’Italia per i fuochi d’artificio
I botti di capodanno sono una pratica sempre più osteggiata dalle autorità: molti comuni li hanno messi al bando con delle specifiche ordinanze. È una buona notizia per tutti quelli animali che si vedono costretti, ogni 31 dicembre, a vivere una notte d’inferno.
I divieti più ferrei sono a Bologna, Siena e Tortona: nel capoluogo emiliano è vietata anche la vendita di bevande per l’asporto, a Siena sono stati banditi anche le stelline luminose e le candele magiche, quindi non solo i botti, ma qualsiasi gioco pirotecnico; a Tortona si vietano anche ‘festeggiamenti molesti e potenzialmente pericolosi anche in considerazione della recente congiuntura internazionale’; quindi verranno puntiti anche gli schiamazzi.
Botti liberi invece a Firenze, Napoli, Palermo, Reggio Emilia, Parma.
In Campania, terra di grande tradizione ‘pirotecnica’, se nel capoluogo non ci sono divieti, in alcuni altri comuni i botti sono stati vietati, come a San Giorgio a Cremano e a Portici.
Divieti anche a Bari, in Puglia e a Oristano, in Sardegna.
Multe dai 25 ai 500 euro a Palermo e, risalendo verso nord, divieti anche in molti comuni liguri, a partire da Genova fino a Sestri Levante.
Anche Pescara, in Abruzzo, dice no ai petardi, come Chieti e Montesilvano.
A Milano, già in crisi per lo smog, non sarà consentito far esplodere nulla; la siccità invece è la causa del divieto a Trento, mentre a Cortina l’amministrazione ha aderito all’invito della Lipu a bandire i petardi per il benessere degli animali.

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