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Dopo la pandemia, ci sarà un boom di automobili?

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Cosa rivela un sondaggio che ha intervistato circa 26.000 persone in 25 paesi nei mesi di luglio e agosto?

Stando in mezzo a questa pandemia, viaggiare ha subito un’incredibile ridefinizione. Un nuovo sondaggio raccontato da The Guardian ha scoperto che dopo la pandemia le persone sono pronte a dirigere le loro preferenze di viaggio verso le auto private, nonostante sappiano cosa questo comporterebbe per la crisi climatica.

Queste informazioni sono state raccolte grazie al progetto YouGov-Cambridge Globalism, che ha intervistato circa 26.000 persone in 25 paesi nei mesi di luglio e agosto.

Gli intervistati hanno ammesso di considerare gli esseri umani i colpevoli del riscaldamento globale con un rapporto di oltre tre a uno – una convinzione che più forte in Brasile, Spagna, Cina, Regno Unito e Giappone e che era meno forte in Arabia Saudita, Nigeria e Stati Uniti, paesi che dipendono fortemente dalla produzione di petrolio. Ma nonostante questo, oltre al loro ritorno alle auto, in alcuni paesi, le persone hanno anche pianificato di volare di più dopo la pandemia.

Il viaggio aereo è stato a lungo un problema per gli attivisti per il clima, perché è un’enorme fonte di emissioni.

Le persone di Regno Unito, Italia, Germania e India hanno dichiarato di voler volare meno dopo la pandemia – una cosa che probabilmente ha più a che fare con la paura del contagio che con il rispetto del pianeta.

Ma alcuni intervistati hanno in programma di volare di più, soprattutto quelli di Brasile e Nigeria. Le persone in Brasile, Nigeria, Egitto e Svezia sembrano essere impazienti di ritornare alle vacanze all’estero, mentre invece italiani, inglesi, tedeschi, tailandesi e cinesi hanno detto che pianificheranno più vacanze all’interno dei loro paesi in futuro.

Quello che ha destato maggiore allarme nei ricercatori, però, è che gli intervistati di tutti i 25 paesi pianificano di guidare più auto private post-pandemia.

Se le persone iniziassero davvero a comprare e usare macchine quanto previsto, potrebbero essere minati gli sforzi globali per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

 

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