Abbasso le automobili private!

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Uno studio si chiede come riuscire a far rinunciare le persone ai mezzi privati a favore di un maggior uso dei mezzi pubblici

Un recente studio, raccontato in un articolo della Harvard Business Review racconta come sia difficile cambiare il comportamento delle persone pendolari, raccontando come Ashley Whillans e Ariella Kristal abbiano cercato di convincere i dipendenti di un aeroporto europeo a rinunciare alle auto private e provare alternative come biciclette, transfer o car pooling.

Le studiose hanno intervistato circa 70.000 persone che lavorano all’aeroporto e hanno progettato una serie di esperimenti per spingerli a cambiare metodo di trasporto.

Nonostante l’interesse dichiarato di molti dipendenti, però, solo meno di 100 persone si sono iscritte al servizio di carsharing e solo 3 lo usavano davvero un mese dopo. A dimostrare una discrepanza tra ciò che i dipendenti dicevano di volere e ciò che erano in grado o disposti a fare.

Così le studiose hanno provato altri metodi – biglietti dell’autobus gratuiti, piani di viaggio personalizzati – ma nulla ha cambiato il comportamento delle persone, anche se dicevano di voler trovare modi migliori per viaggiare.

Quello che ne hanno concluso è che il motivo per cui i loro «trucchi» non hanno funzionato è che:
• i dipendenti avevano un parcheggio gratuito, quindi oltre al costo dell’auto non avevano altri;
• scegliere il car pooling o un trnsfer è «meno conveniente per un singolo pendolare»;
• «questi approcci richiedevano il cambiamento di un comportamento abituale, che è notoriamente difficile da cambiare».

Quali possono essere quindi le soluzioni? Evitare di sovvenzionare i parcheggi? Concedere incentivi e bonus a chi fa scelte diverse dai mezzi privati? Lasciare a chi viaggia da solo i parcheggi più lontani e a chi condivide le corse quelli più comodi? Convertire le corsie delle strade in piste ciclabili? Le possibilità sono molte, ma non è ancora chiaro quale sia la migliore.

Di certo, qualcosa si dovrà pure iniziare a fare per evitare di avere macchine vuote, strade piene e un pianeta stracolmo di inquinamento.

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