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Scuola, Libertà connessione e disconnessione, da giovani ‘Carta del diritto all’innovazione’

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(Adnkronos) – Una dimensione digitale accessibile a tutti – preferibilmente in banda larga – ma arginata nelle sue possibili conseguenze negative. Proteggendo coloro che potrebbero essere maggiormente esposti ai pericoli ma, nel contempo, evitando che le misure prese in questa direzione rappresentino un ostacolo alle opportunità che le nuove tecnologie ci offrono. Per scongiurare che i nostri giovani partano da una posizione di svantaggio competitivo rispetto al resto del mondo.  Sono quelli appena elencati i pilastri della 'Carta del diritto all’innovazione' stilata attraverso una consultazione nazionale che il portale Skuola.net ha indetto, coinvolgendo circa 2.500 giovani di età compresa tra gli 10 e i 25 anni, che hanno vagliato i punti di un ampio manifesto programmatico e indicato le loro otto priorità. Una iniziativa – svolta con il supporto di Meta – che evidenzia una crescente consapevolezza tra ragazze e ragazzi rispetto al ruolo del digitale nelle loro vite. I giovani comprendono che un uso equilibrato dei social network, come Instagram, può offrire opportunità di crescita, sviluppo personale e anche professionale grazie alla creator economy, senza dimenticare l’importanza di mantenere un equilibrio, per preservare il loro benessere. Al contempo, però, chiedono di avere agevolmente a disposizione tutti quegli strumenti che consentano loro un pieno accesso al digitale, privilegiando la formazione e la responsabilizzazione rispetto alle barriere tecnologiche o ai soli divieti. Un approccio equilibrato, il loro, che si applica anche al delicato tema dell’intelligenza artificiale: avere accesso ai modelli di IA più avanzati è fondamentale per non restare indietro, con la consapevolezza però che solo uno sviluppato quanto educato spirito critico può governare questa innovazione; una sorta di “vaccino digitale” che consenta ai giovani di essere opportunamente formati per riconoscere facilmente fake news e deepfake. Insomma, un punto di vista che merita assoluta considerazione da parte di coloro che sono chiamati a prendere provvedimenti in questi ambiti: come è avvenuto oggi, quando la Carta del diritto all’innovazione è stata presentata a Binario F – il competence center di Meta – da una rappresentanza di studenti e illustrata ad alcuni selezionati esponenti – di forze parlamentari, Governo, istituzioni e Autorità di garanzia – che dedicano gran parte del loro lavoro a queste tematiche. Ecco, in rigoroso ordine d’importanza, le priorità da attuare che le ragazze e i ragazzi hanno affidato loro. 1) Diritto alla sicurezza delle piattaforme. Garantire un impegno da parte dei fornitori di servizi digitali a progettare esperienze adeguate all'età controllando l’esposizione a contenuti o interazioni che possano contribuire in modo negativo al benessere personale, in particolare sotto l’aspetto psico-fisico e finanziario.  2) Diritto alla connessione: sviluppare politiche e iniziative che consentano a tutti i giovani, indipendentemente dal reddito familiare e dal luogo di residenza, di avere accesso ad una connessione in banda larga, personale e a costi accessibili, nonché alla fruizione di una estesa rete di connessioni gratuite e affidabili nei luoghi pubblici. 3) Diritto alla tecnologia giusta all’età giusta. Tutelare i più piccoli dall’accesso a tecnologie o contenuti che potrebbero essere dannosi ma, allo stesso tempo, conservando il diritto di chi ha l’età giusta di fruire facilmente di piattaforme e contenuti idonei senza che questo renda necessario rinunciare a privacy e libertà individuale.  4) Diritto alla disconnessione: sviluppare politiche e iniziative che consentano di offrire ai giovani piattaforme e tecnologie digitali in grado di non innescare meccanismi di dipendenza, per permettere loro di ridurre o controllare il tempo di utilizzo. 5) Diritto al 'vaccino digitale': garantire a ogni giovane il diritto/dovere di accedere a corsi di formazione per poter imparare a riconoscere le fake news e i deepfake in modo da poter formare una opinione personale senza essere condizionato da notizie false.  6) Diritto all’educazione digitale: sviluppare politiche e iniziative che privilegino al proibizionismo digitale l’educazione e la formazione, per consentire a tutti i bambini e agli adolescenti lo sviluppo di un rapporto consapevole con la tecnologia, ai fini del benessere personale e dell’occupabilità in ottica futura. 7) Diritto alla parità tecnologica: sviluppare politiche e iniziative che consentano ai giovani italiani di avere gli stessi diritti di accesso a tecnologie innovative – come ad esempio gli ultimi modelli di intelligenza artificiale – rispetto a quelli garantiti negli altri paesi europei e nel resto del mondo.  8) Diritto alla partecipazione digitale: onsentire ai più giovani – che spesso sono i maggiori fruitori di tecnologie e contenuti digitali – di essere permanentemente consultati da organi legislativi e fornitori di servizi digitali in merito a decisioni che hanno un diretto impatto sulla loro esperienza online.  In occasione dei suoi 25 anni di attività il media di riferimento degli studenti – nato proprio grazie alle prime connessioni Internet disponibili nelle case e nelle scuole – ha deciso di realizzare questa campagna di ascolto proprio per dare alle nuove generazioni la possibilità di dire la propria su temi che attualmente sono al centro del dibattito pubblico e sui quali si rischia di legiferare senza ascoltare i diretti interessati.  "Parlare di giovani e tecnologia senza ascoltare proprio loro – sottolinea Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net – è un errore che non possiamo più permetterci. Le ragazze e i ragazzi, con il digitale, ci convivono ogni giorno, e spesso ne capiscono sfumature che gli adulti faticano a cogliere. Inoltre, i cambiamenti in atto inevitabilmente impatteranno soprattutto sulle loro vite. E' per questo che Skuola.net si impegna a coinvolgerli in prima persona, specialmente quando si parla di questioni che li riguardano da vicino. Con la ‘Carta del diritto all’innovazione’ abbiamo voluto ribadire esattamente quanto sia importante metterli al centro, dare loro parola, responsabilità e fiducia. Solo così costruiremo davvero un dialogo costruttivo tra generazioni". Un punto di vista che ha sicuramente riscosso un grande interesse, vista l’elevata partecipazione all’evento. Dai rappresentanti delle autorità – il Commissario Agcom, Massimiliano Capitanio; il componente del Garante per la protezione dei dati personali, Agostino Ghiglia; il direttore della I divisione del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza cibernetica Barbara Strappato. A quelli del Governo: il viceministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci; il direttore generale per la comunicazione e le relazioni istituzionali del ministero dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Pierro; il consigliere del ministro all’Università e ricerca, Alessandra Gallone. Concludendo con le parlamentari Lavinia Mennuni (FdI), Simona Malpezzi (PD) e Giulia Pastorella (Azione). —lavoro/[email protected] (Web Info)

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