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La signora dei finocchi: “Colpiti da maltempo, bene Draghi su made in Italy”

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Crotone, 19 feb. (Labitalia) – “L’alluvione che ha colpito il territorio crotonese gli scorsi mesi ha colpito duramente la nostra produzione di finocchi. Comunque è positivo che il presidente del Consiglio Draghi abbia detto di puntare sul made in Italy”. Lo dice all’Adnkronos/Labitalia Iolanda Turrà, giovane imprenditrice agricola. “Le mie previsioni – spiega – erano ottimistiche, purtroppo i danni ci sono stati e sono stati rilevanti e ora c’è anche una forte contrazione dei consumi. I mercati sono saturi e non riescono a smaltire i prodotti”.

“Questa – osserva – è stata un’annata sui generis e dal punto di vista climatico non ha equivalenti negli ultimi 50 anni. L’alternarsi, nell’ultimo periodo, di belle giornate con piogge non aiuta certo la coltura del prodotto, che rischia anzi di marcire con un tasso di umidità così alto”.

“Certo – ammette – nel settore agricolo i bilanci si tirano alla fine: annate con un inizio positivo si sono concluse in un modo mediocre e viceversa. Il mio auspicio è di tornare almeno in equilibrio. Allo stato attuale, c’è una media di prezzo di almeno il 30% rispetto agli anni passati”.

“E’ stato sbagliato – sottolinea – il processo di globalizzazione che il mondo ha vissuto negli ultimi 20 anni. Doveva essere la realtà locale, l’economia locale ad entrare gradualmente all’interno di un mercato globale e non, invece, come è avvenuto, che il globale ha fagocitato le piccole economie locali. Questa situazione ha prodotto dei danni rilevantissimi soprattutto dal punto di vista identitario: molti territori hanno smarrito la via perché si sono ritrovati a competere con un mercato sempre più grande e consolidato nei gusti e nei consumi, dovendo stravolgere il loro tessuto produttivo”.

“Puntare sulla territorialità – commenta Iolanda Turrà – in questo contesto non può che essere una scelta vincente perché il locale, per noi Italia, è comunque fatto di tante piccole realtà di eccellenza”.

“In generale – ammette – il riconoscimento del made in Italy c’è sempre stato, quella che è mancata è una concreta politica di valorizzazione effettiva. Scontiamo la mancanza di una rappresentanza e con Draghi speriamo di invertire la rotta, fino a questo momento abbiamo scontato ‘l’irrappresentanza’ della nostra produzione”.

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