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Invitalia, sostegno e rilancio attività con legge 181/89 e Contratto di sviluppo

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Roma, 29 set. (Labitalia) – Smart&Start, Resto al Sud, Nuove Imprese a Tasso Zero ma anche la Legge 181/89 per le aree di crisi e i Contratti di sviluppo per i grandi investimenti: sono solo alcuni degli strumenti per il sostegno alle imprese gestiti da Invitalia, l’Agenzia per lo sviluppo che oggi celebra i primi due anni di ‘Sistema Invitalia Startup’, il network di incubatori, acceleratori, business angels dedicato alle crescita delle imprese innovative. Trasformare le aree di crisi in opportunità di investimento è l’obiettivo della legge 181/89 con la quale Invitalia sostiene il rilancio delle aree colpite da crisi industriali e di settore. Sostenere gli investimenti di grandi dimensioni nel settore industriale, turistico e di tutela ambientale è invece l’obiettivo del Contratto di sviluppo.

La legge 181/89 punta a creare nuovi posti di lavoro attraverso l’ampliamento, la ristrutturazione e la riqualificazione degli stabilimenti produttivi. Al 1° settembre 2020, i dati complessivi che si riferiscono al vecchio e nuovo regime della legge 181/89, indicano come 301 le iniziative finanziate, 2,6 miliardi gli investimenti attivati, 11.990 i nuovi posti di lavoro. Gli incentivi sono rivolti a piccole, medie e grandi imprese, anche sotto forma di reti, economicamente e finanziariamente sane.

Il prossimo bando per accedere alla 181 partirà il 15 ottobre 2020 e si rivolge alle imprese del ‘Distretto delle pelli-calzature Fermano-Maceratese’ che potranno presentare a Invitalia le domande per le agevolazioni previste per l’area di crisi industriale complessa. Le risorse finanziarie a disposizione sono pari a 15 milioni di euro e puntano a rilanciare le attività industriali, salvaguardare i livelli occupazionali e sostenere programmi di investimento e sviluppo imprenditoriale nel territorio dei comuni appartenenti all’area di crisi. Si tratta di 42 comuni, inseriti nei sistemi Locali del Lavoro di Fermo, Montegiorgio, Montegranaro, Porto Sant’Elpidio e Civitanova Marche, nonché i comuni di Tolentino e Corridonia.

Nell’ambito della misura Contratto di sviluppo, l’investimento complessivo minimo richiesto è di 20 milioni di euro. Solo per attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli si riduce a 7,5 milioni di euro. Sono previste procedure di Fast Track: accordo di sviluppo e accordo di programma, procedure a favore dei progetti strategici di grandi dimensioni e di significativo impatto sul sistema produttivo. La direttiva Mise del 15 aprile 2020 ha stanziato, per le nuove procedure Fast Track, fondi dedicati alle imprese che facciano domanda per richiedere gli incentivi del Contratto di sviluppo presentando progetti nell’ambito della green economy (sostenibilità ambientale ed economia circolare) e nel settore biomedicale e delle telemedicina (rafforzamento del sistema nazionale di produzione di dispositivi, tecnologie e servizi di prevenzione delle emergenze sanitarie).

Sono in tutto 300 milioni di euro le risorse disponibili sui Contratti di sviluppo, dedicate al finanziamento di nuovi progetti nei settori biomedicale e della green economy. Si tratta in particolare di: 100 milioni di euro destinati a progetti caratterizzati da un rilevante impatto ambientale, attinenti alla trasformazione tecnologica dei prodotti o dei processi (aumento della sostenibilità ambientale), anche in un’ottica di economia circolare; 200 milioni di euro per progetti afferenti al settore biomedicale e della telemedicina, con effetti attesi in termini di rafforzamento del sistema nazionale di produzione di apparecchiature e dispositivi medicali, nonché di tecnologie e servizi finalizzati alla prevenzione delle emergenze sanitarie.

Le iniziative dovranno essere oggetto di Accordi di programma o di Accordi di Sviluppo presentati dopo il 15 aprile 2020, data della direttiva Mise che ha aggiornato le linee di intervento.

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