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Il ‘re dell’Aglianico’: “A Montemarano in Irpinia vendemmia di qualità”

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Roma, 8 ott. (Labitalia) – In Irpinia il vino è sangue della terra. Tra i paesi di pietra immersi nel verde di valli fatte apposta per custodire e tramandare segreti di cultura contadina, il culto della vite è una storia di eccellenza e infinita pazienza. Tra le lune di ottobre si accanna legna per l’inverno e il vino è quello del tempo lungo. La ‘Vigna Cinque Querce’, a Montemarano, in provincia di Avellino, racconta bellezza e alta qualità (www.salvatoremolettieri.com). A curarla, insieme ai suoi figli, è Salvatore Molettieri, il ‘Re dell’Aglianico’ montemaranese. Sorriso aperto e mani segnate dalle rughe della vigna. Tenace e robusto come il frutto di Bacco che tra quei filari è benedetto dalla Natura di un paese antico, che secondo la leggenda sarebbe stato fondato da Mario Egnazio, ribelle condottiero irpino, che si fermò su questi monti, dove riuscì a sconfiggere le schiere romane.

Dal 1983 l’azienda ne ha fatta di strada, apprezzata in Europa e nel Mondo. Oggi è sinonimo di vini di altissima qualità: Taurasi Docg Riserva, Aglianico Vigna Cinque Querce, Fiano, Greco di Tufo, Taurasi Renonno Docg, così chiamato perché nasce sul terreno dei nonni. Da 35 anni in attività, la Cantina Molettieri guarda avanti, e punta a una vendemmia di alta qualità.

“Il Vigna Cinque Querce -spiega a Adnkronos/Labitalia Molettieri, che il 16 ottobre sarà a Roma nell’ambito dell’evento Tre Bicchieri- è un Cru dedicato al territorio: il segreto è la qualità, non la quantità. Ogni anno c’è la differenza dell’annata da portare al bicchiere, a sei anni dall’imbottigliamento, mentre per la riserva occorrono sette anni. L’annata si prospetta ottima, l’acqua di questa settimana ha ridato equilibrio alle piante. Per i primi di novembre siamo pronti, scommettiamo su una buona vendemmia”. “Anche questa -prosegue Molettieri- è una speranza ai tempi del Covid, un messaggio perché occorre lavorare sempre, credendoci. La vigna, come la vita, ha bisogno di cura. Alzeremo il bicchiere perché con il Taurasi ci aiuti a guarire lo spirito, dandoci forza per combattere questa malattia”.

“La vigna è la nostra vita: siamo nati viticoltori -rimarca il signore dell’Aglianico- e portiamo nelle vene come nelle botti la tradizione del territorio. Lo facciamo con orgoglio e i miei figli continuano questa tradizione. Per fare il vino ci vuole passione e amore, i nostri nonni ci hanno lasciato un patrimonio da far conoscere e valorizzare. Siamo fieri di essere viticoltori irpini perché qui il vino è sangue. E salute. La qualità e il vino si fanno in vigna”.

L’Irpinia Doc Aglianico Cinque Querce si offre al naso intenso, con sentori di frutti rossi, spezie e sfumature balsamiche e di chiodi di garofano e cacao. Al gusto è caldo, pieno, con buona morbidezza, lunga e complessa la persistenza aromatica, con la fitta trama tannica. La degustazione lascia in bocca un lungo ricordo di frutta matura e torrefazione. Un vino di grande carattere, da accompagnare a cacciagioni, carni rosse e a formaggi di media stagionatura.

Altro gioiello della Cantina di Contrada Musanni è il Taurasi Docg Renonno, un Cru che ha origine da vigne piantate da decenni su un terreno argilloso sciolto. Vendemmia manuale in cassetta, maturazione di circa 60 mesi in barriques e botti grandi di rovere, con affinamento in bottiglia (minimo 6 mesi). ‘Renonno’ viene prodotto dai vigneti storici, ereditati dal nonno. Una parte del vigneto è già stato reimpiantato L’attenta e severa selezione delle uve dà questo vino rosso rubino con riflessi granata, maturato per almeno 36 mesi. Al gusto è pieno, morbido, sapido, sontuoso e sostenuto dall’inizio alla fine. Lunga e complessa la persistenza aromatica, ideale da abbinare a preparazioni importanti di carni e formaggi saporiti.

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