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Graziano Verdi (Gruppo Italcer), ‘innovazione e sostenibilità leve per ripartire in epoca Covid-19’

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Roma, 29 ott. (Labitalia) – “La crisi ha avuto un impatto significativo sul distretto della ceramica italiano, che nei mesi di marzo e aprile ha perso, a causa dell’emergenza coronavirus, circa 350 milioni di euro. E’ stato però tra i primi settori manifatturieri a riaprire dopo il lockdown, per l’esigenza di arginare il vantaggio dei competitor spagnoli, che hanno chiuso le fabbriche appena un paio di settimane e non hanno mai interrotto le consegne”. Lo dice, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia, Graziano Verdi, amministratore delegato Gruppo Italcer.

Tra le aziende italiane che stanno affrontando questa fase c’è, infatti, Italcer Group, nato nel 2016 da un’idea di Graziano Verdi e dell’imprenditore Alberto Forchielli, grazie al fondo di private equity Mandarin capital partners. Oggi è il sesto gruppo italiano nel settore ceramico con 530 dipendenti e 205 milioni di euro di ricavi aggregati.

“Il fatto di muoversi in modo asincrono – spiega Graziano Verdi – ha fatto sì che l’Italia sia stata la prima a chiudere e, di fatto, sia stata l’ultima a ripartire con le industrie essendo un Paese a forte vocazione export. In questi mesi ci siamo attivati per monitorare gli sviluppi dell’emergenza e le conseguenze sul nostro settore, avviando la modalità di lavoro in smart working per molti dei nostri dipendenti a suo tempo ed ora, nuovamente, con l’acuirsi del Covid-19”.

“Da aprile – sottolinea – abbiamo ripreso attivando tutte le misure necessarie per assicurare un ambiente lavorativo il più possibile sicuro e implementando tutte le necessarie misure per tutelare la salute dei nostri lavoratori. Tra le varie misure adottate: la sanificazione degli ambienti di lavoro, il distanziamento di almeno due metri dei dipendenti sia negli uffici, sia nelle strutture produttive, il controllo delle temperature sia all’ingresso, sia all’uscita da ogni turno, unitamente al ferreo utilizzo delle mascherine”.

“Fino alla metà di marzo – racconta – il gruppo ha registrato ottime performance con una crescita dell’8,5% del fatturato. Poi sono intervenuti il lockdown e altre misure restrittive. C’è stato quindi un crollo e il primo trimestre 2020 è stato chiuso con un -2%. Negli ultimi mesi si è registrata una buona ripresa per cui confidiamo di arrivare a chiudere l’anno non troppo lontani dall’anno precedente e di tornare a crescere significativamente nel 2021. Ad oggi siamo riusciti a soddisfare tutti gli ordini finora confermati impegnandoci a rispettare gli impegni presi”.

“Questa emergenza mondiale – osserva – continua ad avere conseguenze significative sul settore ceramico nazionale. Le leve fondamentali per la ripartenza saranno l’innovazione e la sostenibilità. In Italia ci sono fabbriche automatizzate capaci di restare aperte garantendo il mantenimento delle quote di mercato. Un altro fattore su cui far leva è la sostenibilità. Nel gruppo Italcer i marchi impiegano oltre il 50% di materie prime riciclate e l’investimento è stato di oltre 25 milioni di euro in Industry 4.0 negli ultimi tre anni. Nel prossimo triennio, sono previsti ulteriori 10 milioni di euro l’anno per soddisfare le esigenze di un consumatore sempre più green”.

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