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Coronavirus dimezza visitatori e personale a Gardaland

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Verona, 27 nov. (Labitalia) – “L’emergenza sanitaria ha purtroppo avuto effetto sulla stagione 2020 di Gardaland, che si è trovato ad affrontare diversi ostacoli. Prima del lockdown di marzo eravamo infatti pronti ad inaugurare la nuova stagione, prevista per il 28 dello stesso mese, ma l’emergenza ha comportato il fermo dell’attività e un periodo di incertezza sulle prospettive future”. Lo dice, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia, Aldo Maria Vigevani, amministratore delegato Gardaland. A quel punto, ricorda, “abbiamo valutato e studiato tutte le misure necessarie e, dopo aver trasformato radicalmente le modalità operative e aver elaborato un protocollo di sicurezza insieme ad enti, autorità ed esperti nel campo, Gardaland ha potuto riaprire, primo parco divertimenti in Italia, il 13 giugno”.

“Durante l’estate purtroppo – sottolinea – la necessità di contingentare gli ingressi e una diminuzione delle presenze hanno comportato un calo di circa il 50% dei visitatori rispetto all’anno precedente. In più, a causa delle limitazioni agli spostamenti, sul totale dei visitatori che ogni anno frequentano il parco abbiamo subito un calo del 20% di stranieri e una diminuzione di un terzo degli arrivi dal sud Italia”. “Tutto ciò – spiega Aldo Maria Vigevani – in aggiunta al ritardo di oltre due mesi nell’apertura del parco, ha purtroppo comportato una diminuzione di circa il 50% della forza lavoro del parco che, in alta stagione, raggiungeva solitamente il numero massimo di 1.500 persone, tra dipendenti a tempo indeterminato e stagionali. A seguito dell’ultimo dpcm del 25 ottobre, che ha comportato la chiusura dei parchi divertimento, abbiamo dovuto interrompere in anticipo la stagione rinunciando a due weekend dedicati ad Halloween e, data l’incertezza sull’evoluzione dei mesi successivi, anche all’evento invernale previsto dal 28 novembre al 6 gennaio, il quale rappresenta il 6-7% del fatturato”.

“A maggio 2020 – rimarca – avremmo dovuto inaugurare Legoland water park Gardaland, primo Legoland water park d’Europa e il primo al mondo costruito in un parco divertimenti non a marchio Legoland, per il quale avevamo investito 20 milioni di euro; l’emergenza sanitaria ha però purtroppo comportato l’interruzione dei lavori nel cantiere di Legoland water park Gardaland e quindi il rinvio dell’inaugurazione al 2021 di questa attrazione così importante per noi”. “Il costo dell’investimento per Legoland water park – dice – è di 25 milioni di euro. Naturalmente la salute dei nostri dipendenti e dei visitatori è stata e sarà sempre la nostra priorità. Ora guardiamo al prossimo anno con speranza, certi che l’importanza internazionale del brand Lego contribuirà a rafforzare la posizione di Gardaland come primaria destinazione, in particolare nell’offerta del divertimento per famiglie”.

“Per la riapertura di inizio stagione 2020 – precisa – abbiamo affrontato spese straordinarie pari a un milione di euro per attuare di un protocollo di sicurezza che garantisse di tutelare tutti i nostri visitatori e dipendenti. Il protocollo prevedeva la misurazione della temperatura corporea all’ingresso, l’obbligo per tutti di indossare mascherine di protezione, la fornitura ai dipendenti degli schermi di protezione, l’installazione di barriere in plexiglass, la distribuzione di dispenser igienizzanti”.

E ancora: “La sanificazione continua di tutte le aree ma anche delle attrazioni dopo ogni giro, le misure per l’opportuno distanziamento con segnaletica lungo le vie del parco e nei percorsi per accedere alle attrazioni e l’utilizzo di app per code virtuali”, aggiunge.

“Il protocollo – continua Aldo Maria Vigevani – imponeva anche il contingentamento degli ingressi con prenotazione obbligatoria e l’apertura delle sole attrazioni all’aperto. Il protocollo ha funzionato ed è perfettamente rodato, quindi siamo pronti a tenerlo valido anche per la prossima stagione, ovviamente riadattandolo alle misure governative che verranno richieste”.

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