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Coronavirus: Conflavoro Pmi, in Fase 2 servono aiuti e opportunità per impresa

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Roma, 28 apr. (Labitalia) – “La situazione è delicatissima: si tratta di ripartire, ma senza rischiare di fare passi indietro. Il governo dà le linee, ma noi associazioni di categoria dobbiamo rispettare la nostra missione di servizio: dotare le Pmi degli strumenti e aprire subito nuove prospettive di lavoro”. Così Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro Pmi, commenta i provvedimenti in evoluzione, per la ripartenza di imprese e commercio. “Le chiacchiere e le polemiche non hanno mai aiutato nessun artigiano o piccolo imprenditore -avverte Capobianco- per questo noi di Conflavoro lasciamo ad altri le parole e mettiamo in campo un pacchetto di iniziative concrete. Abbiamo siglato un accordo storico con la Camera di Commercio dello Shandong, la terza provincia cinese per Pil, che ci consente da subito di importare, senza alcun ostacolo burocratico, tutti i dispositivi di protezione individuale che saranno indispensabili per la riapertura delle attività. Il costo è già calmierato all’origine e tutti sono dotati di certificazioni sanitarie internazionali. In questo modo stiamo già mettendo artigiani e piccoli imprenditori nelle condizioni di ripartire subito”.

Conflavoro Pmi negli scorsi giorni ha anche inviato due missive al Governo e alla Protezione civile. “Si tratta di due gravi problematiche. Da una parte -spiega Capobianco- la scarsa presenza sul mercato dei dispositivi di sicurezza anti-contagio, certificati CE e rispondenti alle norme Uni En Iso, a causa delle requisizioni dell’Agenzia delle dogane che, nella fase 2, non è comprensibile ed è anzi dannosa per la ripartenza in sicurezza delle nostre imprese. Dall’altro lato, invece, abbiamo evidenziato il costo esorbitante delle mascherine e dei guanti, causato anche dai pesanti dazi doganali che gli importatori ancora oggi pagano su dispositivi vitali”.

“Ma non basta -sottolinea il presidente di Conflavoro Pmi- perché sappiamo che la ripresa del mercato sarà lenta e difficile. Inutile produrre, se chi dovrebbe comprare è in difficoltà economiche. Ecco allora che il nostro accordo con i partner cinesi comprende protocolli commerciali e partecipazione a fiere-mercato online su una piattaforma digitale che entro poche settimane vedrà la luce. Per la prima volta, anche il piccolo artigiano potrà accedere a un mercato internazionale, senza intermediari”. “Oltre questo -conclude la nota- Conflavoro Pmi sta avviando un’azione contro un vero assurdo normativo e danno degli artigiani: l’obbligo di pagare l’iscrizione a Fsba, per poter accedere alla cassa integrazione. Nei prossimi giorni presenteremo nei dettagli questa iniziativa di giustizia”.

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