A Crotone la ‘regina’ è l’anguria Turrà che si spazzola

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Crotone, 17 ago. (Labitalia) – Angurie spazzolate, irrigazione ad hoc senza sprechi d’acqua. Sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono l’azienda agricola Turrà di Crotone. “Lo spirito territoriale – dice all’Adnkronos/Labitalia Jolanda Turrà – è la qualità principale della nostra azienda. Ci siamo infatti specializzati in soli due prodotti, angurie e finocchi, perché il potassio, il magnesio e il limo proprio della nostra terra conferiscono al prodotto la qualità riconosciuta anche oltre i confini nazionali”. “Ogni anno – ricorda – l’azienda conduce fondi per 150 ettari nella province di Crotone e Catanzaro e altri 150 ettari in collaborazione con l’azienda agricola Lella in Puglia. Alla base del successo della nostra azienda è sicuramente la gestione familiare: la visione è unica e ci si parla sempre, non c’è il timore di confrontarsi con il proprio datore di lavoro che non viene assolutamente visto come qualcuno di inavvicinabile”.

“La produzione delle angurie – sottolinea Jolanda – va dal mese di giugno al mese di agosto inoltrato. La produzione di finocchi si protrae dal mese di dicembre al mese di aprile/maggio. Contrariamente a quanto si possa pensare, l’anguria è un prodotto delicato, per questo, una volta raccolta nei campi, attraverso la linea di lavorazione viene spazzolata”.

Dall’azienda agricola Turrà escono diversi tipi di angurie, tra cui “la mini anguria seedless del peso di 2-3 kg di forma rotonda con polpa rossa estremamente dolce e croccante, Zodiak, l’ibrido di recente introduzione del tipo Crimson Sweet a frutto di forma ovale-allungata, Melania ricco di acqua (costituito da circa il 95%) con basso apporto di grassi e zuccheri e buon tenore di potassio, sodio e fosforo, la mini anguria Ninja”, elenca.

“Quest’anno – sottolinea Jolanda Turrà – le condizioni climatiche hanno spinto la maturazione delle angurie, con il conseguente accavallamento tra i vari lotti. Purtroppo, complice la pandemia, abbiamo anche registrato una drastica diminuzione dei prezzi. In genere commercializziamo i nostri prodotti sia sul mercato nazionale che internazionale, in particolar modo in Germania, Francia e Repubblica Ceca, purtroppo quest’anno ci siamo fermati a Francia e Polonia”. “La paura del contagio ha influenzato anche le esportazioni dei nostri prodotti, ma la qualità dei prodotti crotonesi è comunque riuscita a varcare i confini nazionali”, conclude.

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