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Usa, via TikTok da dispositivi di proprietà del governo

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Washington, 28 feb. (Adnkronos/Europa Press/Dpa) – La Casa Bianca ha dato tempo 30 giorni alle agenzie federali per assicurarsi che i propri dipendenti non abbiano l’app di TikTok in nessun dispositivo di proprietà del governo. La direttrice dell’Ufficio per la gestione e il bilancio della Casa Bianca, Shalanda Young, ha indicato – in una direttiva che contempla poche eccezioni – che le agenzie dovranno identificare la presenza dell’applicazione, stabilire un processo interno per limitarne l’uso, eliminare le installazioni e revocare l’autorizzazione al loro uso, vietando al contempo il traffico Internet su installazioni informatiche appartenenti alle agenzie.

Entro 90 giorni, le agenzie dovranno inoltre prevedere nei contratti il divieto di utilizzo dell’app sui loro dispositivi e annullare eventuali contratti che ne prevedano l’utilizzo.

A dicembre, TikTok, di proprietà della cinese ByteDance, ha apportato una modifica alla sua politica sulla privacy, consentendo ai propri dipendenti di accedere ai dati degli utenti europei. Al momento non è chiaro esattamente a quali dati sia consentito l’accesso e quali dipendenti siano coinvolti.

I funzionari statunitensi, sottolinea la Cnn, hanno espresso in più occasioni il timore che il governo cinese possa esercitare pressioni su ByteDance perché consegni le informazioni raccolte con l’obiettivo di sfruttarle a fini di intelligence o per fare disinformazione.

Oltre agli Stati Uniti, anche Canada e Unione Europea hanno annunciato il divieto per i funzionari di usare TikTok sui cellulari ufficiali per timori relativi alla cybersicurezza e alla tutela dei dati degli utenti. Una decisione, quella adottata dalle autorità comunitarie, definita dal social ‘frutto di un equivoco’ e ‘basata su concetti sbagliati’.

REPLICA PECHINO – Immediata la reazione della Cina che ha accusato gli Stati Uniti di sopprimere le società straniere. “Il governo degli Stati Uniti dovrebbe rispettare seriamente i principi dell’economia di mercato e della concorrenza leale”, ha detto a Pechino il portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning. Washington deve “porre fine alla soppressione ingiustificata delle imprese rilevanti e creare un ambiente aperto, equo e non discriminatorio per le imprese di tutto il mondo”, ha aggiunto Mao.

“Ci opponiamo fermamente a queste azioni sbagliate. Il governo americano dovrebbe rispettare i principi dell’economia di mercato e della libera competizione, smetterla di contrastare le società ed assicurare un contesto aperto, equo e non discriminatorio per le imprese straniere negli Stati uniti”, ha aggiunto. “Quanto insicura di sé deve essere la prima superpotenza al mondo, gli Stati Uniti, per arrivare a temere in questa maniera l’App favorita dai giovani”…ha infine commentato la portavoce.