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**Ue: Ft, Commissione vuole più poteri su contratti e scorte aziende in caso di crisi**

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Roma, 5 set. (Adnkronos) – Bruxelles punta ad ampliare i propri poteri al fine di richiedere alle aziende di accumulare le scorte e di interrompere i contratti di fornitura nel caso di una crisi come quella scatenata dalla pandemia. È quanto si legge sul Financial Times, il quale ha potuto visionare una bozza di legge che darebbe alla Commissione europea un ampio margine di manovra per dichiarare lo stato di emergenza e di avviare una serie di interventi volti a prevenire la carenza di prodotti in alcuni settori sensibili.

In base a quanto si legge nella bozza, riferisce il Ft, in caso di crisi imminente la Commissione – consultandosi con gli Stati membri – dichiarerebbe innanzitutto la ‘vigilanza’ quindi potrebbe ad alcune aziende rilevanti informazioni sulle loro catene di approvvigionamento e sui loro clienti e potrebbe richiedere ai governi di creare stoccaggi strategici. In alcune circostante potrebbe rendere tali misure obbligatorie. In una seconda fase, che richiederebbe l’approvazione degli Stati membri, la Commissione assumerebbe i poteri di dirigere l’attività di mercato e di procurare i beni direttamente.

Secondo quanto scrive il quotidiano londinese, vi sarebbe una “opposizione al piano elaborato dal commissario al Mercato interno Thierry Breton”, e dunque potrebbe essere modificato. La versione definitiva dovrebbe essere adottata dai commissari Ue il 13 settembre. Stando a una fonte ufficiale anonima citata dal quotidiano londinese, “lo strumento era stato immaginato con una portata mirata al fine di ridurre il rischio di frammentazione del mercato interno nel caso di una crisi su vasta scala, ma adesso sta diventando una ‘piovra’ dell’economia pianificata, che potrebbe allungare i suoi tentacoli sulle catene di approvvigionamento globali”. Così concepita, commenta Martynas Baryas, direttore dell’ufficio mercato interno di BusinessEurope, la misura “potrebbe obbligare gli Stati membri a ignorare il diritto contrattuale, costringere le aziende a divulgare informazioni sensibili e costringerle a condividere i prodotti stoccati o imporne la produzione”.