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Ucraina-Russia, ore cruciali per la tregua: Trump parlerà con Putin e Zelensky

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(Adnkronos) – In attesa dei colloqui telefonici annunciati da Donald Trump con Putin, prima, e con Zelensky, poi, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha anticipato che Russia e Ucraina hanno concordato di "scambiarsi un elenco con le condizioni per la tregua". "E' un lavoro in corso", ha sottolineato, precisando che "sarebbe ora prematuro rivelare dettagli dei colloqui, dal momento che sono in corso e si svolgono a porte chiuse". Peskov ha anche reso noto che un incontro tra Putin e Zelensky ''è possibile'', ma solo ''dopo che le delegazioni raggiungeranno determinati accordi''. E il Vaticano potrebbe essere la sede dei colloqui di pace tra Russia e Ucraina. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, che a Roma ha incontrato il cardinale Matteo Zuppi prima di dirigersi a Villa Madama per il bilaterale con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Secondo il sito di Sky News, alla domanda se il Vaticano potesse fungere da mediatore di pace, Rubio – prima del colloquio con Zuppi avvenuto presso l'ambasciata americana – ha risposto: "Non lo definirei un mediatore, ma lo è certamente – penso che sia un luogo in cui entrambe le parti si sentirebbero a proprio agio. Quindi parleremo di tutto questo e ovviamente sarò sempre grato al Vaticano per la sua disponibilità a svolgere questo ruolo costruttivo e positivo". Rubio ha anche rilanciato l'appello di Trump per un cessate il fuoco completo in Ucraina, ha spiegato la portavoce del segretario di Stato Usa che ha anche detto di accogliere positivamente l'accordo per lo scambio di prigionieri fra Kiev e Mosca.  Secondo quanto ha dichiarato a Sky News una fonte all'interno della delegazione ucraina, nei negoziati di Istanbul la delegazione mandata da Mosca ha chiesto agli inviati di Kiev che venissero riconosciute come territorio russo cinque regioni ucraine. Durante i colloqui i russi hanno minacciato ''una guerra eterna'' e la delegazione ''non era preparata a discutere i dettagli tecnici di un accordo di cessate il fuoco e stavano aspettando l'approvazione dei loro superiori'', ha aggiunto. Come condizioni è stato posto ''il ritiro delle truppe ucraine dalle regioni di Donetsk, Zaporizhia, Kherson e Luhansk dell'Ucraina, prima di qualsiasi cessate il fuoco''. Inoltre sul tavolo è stato messo il ''riconoscimento come russe, da parte internazionale, di cinque parti dell'Ucraina'', ovvero la penisola di Crimea annessa nel 2014 e le quattro regioni di Donetsk, Zaporizhia, Kherson e Luhansk. 
I russi hanno anche chiesto che ''l'Ucraina diventi uno Stato neutrale, privo di armi di distruzione di massa'' e che ''gli alleati di Kiev non stanzino alcuna delle loro truppe nel Paese''. Infine, sia la Russia, sia l'Ucraina ''rinunciano a richiedere il risarcimento dei danni di guerra'', ha detto la delegazione russa. Secondo il funzionario ucraino, i negoziatori russi hanno avanzato le richieste verbalmente e non hanno condiviso alcun documento scritto. L'Ucraina ha ieri già bollato come ''inaccettabili'' le richieste di Mosca a Istanbul, affermando che sono una dimostrazione di come la Russia che non prenda sul serio la questione della pace.   Il primo risultato dei colloqui diretti Mosca e Kiev, i primi dal 2022, è stato un accordo per lo scambio di mille prigionieri ciascuno, mille russi in cambio di altrettanti ucraini. "Per il momento, dobbiamo fare ciò che le delegazioni hanno concordato" in Turchia, ha dichiarato Peskov ai giornalisti in risposta alla domanda se fossero previsti altri colloqui per un secondo round. "Questo, ovviamente, significa prima di tutto completare uno scambio di prigionieri di guerra 1.000 per 1.000", ha detto. Sulla composizione della delegazione russa, ''non si parla di cambiarla, anzi resterà la stessa'', ha spiegato Peskov aggiungendo che i negoziati ''dovrebbero svolgersi a porte chiuse''. "Quando si firmano i documenti su cui le delegazioni devono concordare, la cosa più importante e fondamentale per noi è chi esattamente firmerà questi documenti da parte ucraina", ha detto Peskov ai giornalisti.  —internazionale/[email protected] (Web Info)

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