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Ucraina: moglie artista Bravura, ‘Tarusa-Ravenna in 48 ore, viaggio disperato con neonati e bimbi’

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Milano, 8 mar. (Adnkronos) – Per fare Tarusa-Ravenna hanno impiegato 48 ore. Un viaggio non facile per Daniela Lombardi Bravura, che assieme a suo marito Marco Bravura, artista internazionale del mosaico di Ravenna, vive e lavora in Russia. “Siamo venuti via con una grande tristezza e siamo atterrati a Bologna sabato scorso – racconta Daniela all’Adnkronos -. Noi non saremmo voluti tornare ma le comunicazioni dall’ambasciata consigliavano il rientro. Sono contenta di essere a Ravenna, soprattutto ora che la Russia ha inserito l’Italia nella lista dei Paesi ostili, non volevo mettere in imbarazzo chi vive a Tarusa, anche se lì ci adorano”.

Con suo marito, Daniela ha fatto Tarusa-Mosca in auto, poi è salita su un treno per San Pietroburgo e da lì ha viaggiato fino a Tallin in bus. Infine, è volata a Francoforte e da lì a Bologna. “Siamo stati fortunati – sottolinea -. Abbiamo viaggiato con neonati di due mesi e bambini piccoli, non fai dei viaggi così in bus se non sei disperato”. Con il marito, che ha esposto in numerose mostre in Italia e all’estero, incluso la Biennale di Venezia ( 2011) e la IV Biennale d’Arte Contemporanea di Mosca, Daniela si divide tra Ravenna e Tarusa dal 2007. “Otto mesi all’anno li trascorriamo in Russia – spiega -. Siamo arrivati lì grazie a un imprenditore russo della ceramica innamorato del mosaico d’arte. Venne a Ravenna quando mio marito stava realizzando una fontana per il Libano, da lì ha iniziato a organizzare mostre, ora è il nostro mecenate. Voleva che i bambini russi vedessero la bellezza, che la campagna russa ricevesse la stessa bellezza di ogni paesino d’Italia”.

A Tarusa, Daniela e Marco Bravura hanno trovato una seconda casa. “La cittadina è un concentrato di arte, intellighenzia e cultura – sottolinea -. Ha una storia interessante. Si trova al km 101, chi tornava dal gulag e sopravviveva doveva stare 101 km lontano da Mosca o da San Pietroburgo”. Durante il periodo sovietico, Tarusa divenne il luogo in cui si stabilirono molti dissidenti e persone ostili alle autorità sovietiche, diventando la patria di nomi come Anatoly Marchenko, Larisa Bogoraz, Gleb Yakunin, Pavel Litvinov, Alexander Ginzburg, Andrey Amalrik, Sergei Kovalev, Zoya Krakhmalnikova, Lev Kopelev e Frida Vigdorova. Lì hanno fatto tappa anche le poetesse Anna Andreevna Achmatova e Marina Ivanovna Cvetaeva. E nelle vicinanze aveva una dacia Svjatoslav Richter, uno dei più importanti pianisti del XX secolo.

Paura di tornare in Russia i coniugi Bravura non ne hanno: “Abbiamo il permesso di soggiorno e potremmo tornare anche domani. Tarusa è deliziosa. Mio marito è molto apprezzato – ammette Daniela – ma siamo contenti di essere in Italia ora. Mentre eravamo lì mi arrivavano telefonate ogni giorno, erano tutti preoccupati. La tv russa fa un altro racconto di propaganda ma sui media occidentali è come se in Russia si fosse sotto le bombe, in qualche modo anche qui si eccede con le notizie”.

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