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Truffe: Milano, finti acquisti di spazi pubblicitari, 4 arresti, 28 mln sequestrati

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Milano, 12 apr. (Adnkronos) – I finanzieri del Comando provinciale di Milano hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di quattro imprenditori operanti nel settore della pubblicità, e di un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca anche per equivalente per complessivi 28 milioni di euro, sulla base di gravi indizi in ordine alla sussistenza dei reati di frode fiscale e riciclaggio. Le indagini di polizia giudiziaria – delegate al Nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano, con l’ausilio della Divisione contribuenti/settore contrasto illeciti dell’Agenzia delle Entrate di Milano – hanno ricostruito l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione di un complesso meccanismo di frode fiscale, ideato e denominato dagli stessi indagati ‘Press deal’, attraverso la simulazione dell’acquisto e della vendita di spazi pubblicitari tra le società coinvolte.

In particolare, dalle indagini – si legge nella nota della procura di Milano – “risulta che gli imprenditori indagati ideavano e praticavano uno schema fraudolento attraverso il quale, facendo circolare fatture relative prestazione inesistenti, con aliquote Iva diverse: determinavano un credito iva fittizio a favore della società avente il ruolo di concessionaria dei servizi pubblicitari, con evasione d’imposta stimabile in circa 30 milioni di euro dal 2016 in poi, generato dalla diversa aliquota applicata tra gli acquisti (22%) e le vendite (4%); distraevano i capitali sottratti a tassazione tramite i pagamenti che la concessionaria della pubblicità eseguiva a favore del proprio fornitore; autoriciclavano tali risorse, trasferendole verso società conniventi italiane ed estere che provvedevano alla relativa spartizione dei profitti della frode”.

Allo stato delle indagini risulta che le somme “illecitamente conseguite” sono state in parte trasferite a una società croata e in parte ad una svizzera, per essere poi impiegate per l’acquisto di appartamenti ubicati presso un complesso immobiliare alberghiero a Panama.

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