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Tregua Israele-Iran, Trump alza la voce. La telefonata a Netanyahu: “Fermati”

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(Adnkronos) –
E' servita una telefonata di Donald Trump a Benjamin Netanyahu per garantire il rispetto della tregua tra Israele e Iran. Il presidente degli Stati Uniti, che nella notte italiana tra il 23 e il 24 giugno ha annunciato il cessate il fuoco, è dovuto intervenire 'ai supplementari' per evitare che la situazione degenerasse nuovamente tra le accuse reciproche tra i due paesi. Israele ha accusato l'Iran di aver lanciato missili violando la tregua e ha reagito. Teheran nega di aver attaccato con la tregua in vigore. Trump prima di partire per il vertice Nato all'Aja non ha nascosto l'irritazione per la condotta dei due paesi: "Non sanno cosa caz.. stanno facendo", ha tuonato. Il presidente degli Stati Uniti, a quanto pare, ha evitato una nuova escalation con il colloquio telefonico con il premier israeliano. "Israele non attaccherà l'Iran", ha sentenziato Trump dopo la conversazione con Netanyahu. Il presidente americano è stato rassicurato che "tutti gli aerei faranno retromarcia e torneranno a casa, rivolgendo un amichevole 'plane wave' all'Iran". "Nessuno si farà male, il cessate il fuoco è attivo!", ha concluso.  Secondo la Cnn, Trump è stato "particolarmente risoluto e diretto" nel colloquio con Netanyahu, che avrebbe compreso la gravità della situazione e i timori di Trump. L'ufficio del premier israeliano confermato la conversazione fornendo una versione più positiva della telefonata rispetto alla versione che alcuni funzionari della Casa Bianca hanno fornito ai giornalisti. "Nella conversazione – afferma l'ufficio del premier – il presidente Trump ha espresso il suo immenso apprezzamento per Israele, che ha raggiunto tutti i suoi obiettivi di guerra. Il presidente ha anche espresso fiducia nella stabilità del cessate il fuoco". "In seguito al colloquio tra il presidente Trump e il primo ministro Netanyahu, Israele si è astenuto da ulteriori attacchi", afferma l'Ufficio del primo ministro.   Secondo la ricostruzione di Tel Aviv, "il cessate il fuoco era fissato per le 7 del mattino. Alle 3 Israele ha attaccato con forza nel cuore di Teheran, ha colpito obiettivi del regime ed eliminato centinaia di unità dei (paramilitari) Basij e delle forze di sicurezza iraniane". "Poco prima che il cessate il fuoco entrasse in vigore l'Iran ha lanciato una raffica" di missili e "alle 7.06 l'Iran ha lanciato un missile in direzione del territorio israeliano e altri due alle 10.25", si legge ancora nella dichiarazione secondo cui "in risposta, l'Aeronautica militare ha distrutto un radar nei pressi di Teheran". Poi, dopo "il colloquio del presidente Trump con Netanyahu, Israele si è astenuto da ulteriori attacchi" e, secondo il resconto israeliano, nonostante le notizie delle ire del presidente americano, "durante il colloquio Trump ha espresso grande apprezzamento per Israele".  L'Iran non violerà il cessate il fuoco a meno che non lo faccia Israele, ha affermato ha assicurato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, aggiungendo di essere "pronto a tornare al dialogo e a difendere i diritti degli iraniani al tavolo negoziale", come riporta Al Arabiya. "Gli Stati Uniti hanno partecipato all'aggressione insieme all'entità israeliana quando questa non ha raggiunto i suoi obiettivi", ha riferito Pezeshkian in una conversazione telefonica con il premier malese Anwar Ibrahim, e ha ribadito che "l'aggressione statunitense contro gli impianti nucleari iraniani è una violazione della sovranità dell'Iran e delle risoluzioni internazionali", si apprende dal sito della presidenza iraniana.    —internazionale/[email protected] (Web Info)

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