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Strage Erasmus: i genitori di una delle ragazze morte, ‘Basta solidarietà ipocrita dei politici’ (2)

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(Adnkronos) – “Alcune realtà territoriali che ospitano i nostri giovani del progetto Erasmus devono porre più attenzione e non considerare questo progetto Europeo un semplice business che incrementa il loro sporco Pil – continua la lettera – Le Università che indicano ai propri studenti dove poter svolgere il progetto Erasmus, devono pretendere maggior sicurezza dalle Università ospitanti e fissare regole piu precise almeno per tutte quelle associazioni che gravitano e assistano il mondo Universitario. Non è accettabile che Esn Barcellona associazione accreditata presso l’Università ospitante si permetta di organizzare una gita culturale senza ricercare e pretendere un minimo di sicurezza nella logistica ma scegliendo il vettore soltanto sul prezzo al minimo ribasso, operando in nome e per conto di questi prestigiosi Atenei”.

“E’ inaccettabile che la Magistratura Italiana non abbia aperto un’inchiesta parallela il giorno successivo a questa tragedia, né tantomeno dopo i tre vergognosi tentativi di archiviazione, nessuno ufficialmente si è posto la domanda ma cosa sta succedendo? Quale è la verità? Nessun Ente pubblico e/o associazione si è impegnata affiancandoci, condividendo il ns. percorso nella ricerca di giustizia – proseguono i genitori di Elena Maestrini – Da parte di alcune istituzioni ci sono stati impegni verbali, sull’onda emotiva del momento, a cui non è stato dato seguito, nessuno ad oggi si è impegnato fattivamente, sostenendoci in questa lunga lotta senza fine.

“Ci auguriamo che da adesso lo Stato Italiano, Erasmus Plus, le Università delle nostre ragazze e infine non per ultimo le Regioni di provenienza delle studentesse oltre a futili e inutili proclami, dimostrino la loro seria e concreta volontà di costituirsi parte civile. Soltanto la tenacia di noi genitori è riuscita per il momento a mantenere aperto uno spiraglio per conoscere la verità e dare forse un giorno giustizia. Anche quest’anno in rispetto alle norme anti Covid e per il secondo anno consecutivo non potrò esternare la mia rabbia davanti all’Ambasciata di Spagna a Roma, ma non appena la situazione lo permetterà mi recherò di nuovo là, per reclamare giustizia e ancora giustizia – concludono i genitori di Elena Maestrini – L’amarezza è immensa, il dolore infinito, ma non ci arrenderemo, continueremo sino all’ultimo respiro a mantenere alta l’attenzione e la memoria, senza dimenticare le altre sei ragazze, anche loro figlie di una Europa troppo giovane”.

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