Sicurezza: torna il ‘buon vicinato’, cresce numero gruppi controlli di vicinato
Milano, 1 dic. (Adnkronos) – Nessuna telecamera è come l’occhio umano e a dimostrazione di come il buon vicinato conti più della tecnologia continua a crescere il numero dei cittadini che aderiscono ai gruppi di Controllo del vicinato. Non moderni sceriffi, ma persone che si assumono l’incarico di osservare e informare amministrazioni comunali e forze dell’ordine di quanto accade nel proprio quartiere, promuovendo così la coesione sociale. Con quasi 500 comuni aderenti in Italia e oltre 75mila famiglie coinvolte, l’Associazione controllo del vicinato – ACdV è un po’ la cartina di tornasole di un fenomeno che non ha numeri ufficiali.
“L’idea nasce nel 2009, prendendo ispirazione dalla Gran Bretagna, poi è diventata realtà con tanto di statuto e un numero di volontari che continua a crescere” spiega all’Adnkronos il presidente dell’associazione Ferdinando Raffero. “Una realtà nazionale sempre più riconosciuta dalle amministrazioni locali che si batte per un ritorno all’antico in chiave moderna, ossia per un ripristino del ‘buon vicinato’ che si concretezza in formazione contro le truffe, nel ricordare l’importanza di affidarsi alle forze dell’ordine, ma anche di coinvolgere chi è solo e farlo sentire parte di un gruppo”.
Presente in ben 17 Regioni, i dati ACdV mostrano come la distribuzione dei gruppi sia molto particolare: si concentra soprattutto nel Nord Italia, ma di recente ha iniziato ad attecchire nel Centro e nel Sud mentre nelle Isole ancora latita. La sola Lombardia conta 1405 gruppi in 263 comuni, tutte le province figurano nel lungo elenco con la sola Milano che registra 329 gruppi che anche nelle grandi città il fenomeno è sentito. “Le migliori telecamere sono gli occhi del vicino e la coesione sociale è la spina dorsale della vita comunitaria cittadina. Il nostro obiettivo è di costruire una ‘rete’ capillare tra comuni confinanti per scambiarsi in modo rapido le informazioni per contrastare o prevenire i reati. Niente sceriffi, ma cittadini solidali” conclude Raffero.
