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**Sicilia: caso Lagalla spacca centrodestra, su ex rettore si profila asse renziani con Udc-Fdi**

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Roma, 28. (Adnkronos) – Il caso Lagalla spacca il centrodestra in Sicilia, sempre più a rischio implosione. Raccontano che quella appena trascorsa sia stata la notte dei lunghi coltelli. La rottura di consuma su Palermo, partita legata a doppio filo con quella delle regionali, dove il nodo della riconferma di Nello Musumeci resta irrisolto. Oggi la novità è l’ufficializzazione del sostegno di Giorgia Meloni alla corsa del ‘civico’ Roberto Lagalla, sponsorizzato sin dal primo momento dall’Udc di Lorenzo Cesa e da Marcello Dell’Utri, mentre Fi e Lega restano sulla candidatura di Francesco Cascio.

Fdi rinuncia così alla sua Carolina Varchi e, stanca di attendere un segnale da Matteo Salvini e Silvio Berlusconi sulla riconferma di Nello Musumeci alle regionali, decide di battere un colpo e puntare i piedi virando su Lagalla per la conquista del palazzo delle Aquile, lanciando la sfida agli alleati, che ancora non hanno dato una risposta alla richiesta di un vertice dei leader per un chiarimento definitivo. Allo stato il centrodestra risulta ancora spaccato in due, con il commissario regionale azzurro Gianfranco Miccichè e il plenipotenziario nell’Isola di Salvini, Nino Minardo, schierati sull’ex presidente dell’Ars e Udc e Fdi sull’ex rettore dell’ateneo palermitano, già assessore alla Formazione del governo Musumeci.

A sostegno di Lagalla, però, verrebbero in soccorso anche i renziani, visto che il senatore di Iv, Davide Faraone, sarebbe pronto a garantirgli l’appoggio con la sua lista ‘Popolari e riformisti’. Fonti di Italia Viva confermano, infatti, l’appoggio a Lagalla. Una decisione, si spiega, presa “da tempo, prima di altri. Lo abbiamo annunciato 3 settimane fa…”. E che viene ribadita pure con l’ingresso di Fdi nella partita. “Si aggiungono. E’ una decisione loro”, puntualizzano i renziani.

Di fatto, quindi, anche se gli emissari della Meloni nei giorni scorsi avrebbero posto come condizione all’ex rettore di mollare Faraone, si configurerebbe un insolito asse tra i renziani, i centristi dell’Udc e Fdi vs la Lega-Prima l’Italia e Fi più Noi con l’Italia di Saverio Romano, ‘Coraggio Italia’ di Luigi Brugraro e gli Autonomisti di Raffale Lombardo su Cascio. Ancora non si sarebbero espressi dalla Nuova Dc di Totò Cuffaro, che potrebbe rivelarsi l’ago della bilancia.

Secondo alcuni rumors nella notte le trattative sembravano aver portato a un passo dall’accordo di tutto il centrodestra su Lagalla, ma poi, i veti incrociati, ancora una volta avrebbero fatto saltare il banco. Da qui l’ennesimo stallo, dall’esito imprevedibile, che per ora sembra una rottura difficile da sanare.

Con una nota è stato il capogruppo alla Camera di Fdi, Francesco Lollobrigida, a formalizzare l’ok a Lagalla: ”Un grazie sincero e affettuoso alla collega Carolina Varchi, che generosamente ha ritirato la sua candidatura a sindaco di Palermo per garantire al centrodestra la possibilità di ritrovare l’unità. A seguito del ritiro, il coordinatore regionale Giampiero Cannella ha annunciato il sostegno al professor Roberto Lagalla, a cui facciamo i migliori auguri di buon lavoro”.

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