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Scuola, Dinallo (Consulte studenti): “Ad elezioni ha votato fino a 75%, vogliono contribuire”

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Roma, 2 dic. (Adnkronos) – Non si ferma l’onda di occupazioni delle scuole e sono inarrestabili le manifestazioni di malcontento crescente ed inascoltato dei ragazzi. “Agli studenti dovremmo dire grazie ogni volta che entrano in classe perché con fiducia ci riconoscono come soggetti che contribuiscono a creare il loro progetto di vita. Ma se questo atto di fede non è più espresso e si sceglie l’eresia, che significa scelta di esprimere il proprio disagio, allora noi adulti dobbiamo discutere con loro, capire, ascoltare le esigenze. Mai condannare”. Ad intervenire con l’Adnkronos è Antonio Salvatore Dinallo, docente e coordinatore nazionale per le attività delle consulte studentesche, che comunica: “Dalla partecipazione alle elezioni convocate lo scorso 20 settembre per il rinnovo delle cariche delle consulte è emersa con forza la voglia di fare degli adolescenti, di essere ascoltati e di contribuire”.

“In alcune regioni, hanno votato fino al 75% degli studenti delle secondarie superiori aventi diritto. Sono dati che non devono sorprendere: in pochi comprendono i giovani, sensibili, attenti, riflessivi, giudici spietati verso il mondo adulto”, rileva Dinallo, anche grazie all’esperienza di ex professore di Storia e filosofia al liceo Tasso di Roma. Quanto intensa è stata l’attività delle consulte durante la pandemia? “Il ministro Bianchi le ha convocate una volta in video conferenza, lo scorso 6 maggio – risponde – Con Azzolina abbiamo avuto una stagione di collaborazione intensissima. La Ministra si era ritrovata a dover gestire la peggiore situazione dal dopoguerra in poi, ma ha ascoltato le consulte studentesche almeno una volta al mese”.

E’ servito? “Sono organi che collaborano con l’amministrazione scolastica, gli enti locali ed il Ministero dell’Istruzione formulando proposte ed esprimendo pareri. I ragazzi avevano chiaro il senso che attraverso il loro punto di vista potevano contribuire fattivamente ad individuare soluzioni e strumenti adatti a gestire al meglio l’improvvisa situazione emergenziale. Avevano la piena consapevolezza di non essere solo nomi e numeri sui registri, ma attori”, conclude il coordinatore nazionale.

(di Roberta Lanzara)

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