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Scrittori: prima biografia su Paolina, la sorella-ombra di Giacomo Leopardi (4)

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(Adnkronos) – Paolina lamentava in prima persona plurale, a nome della famiglia, la brevità delle sue lettere: “Già sappiamo che sei accademico della Crusca, e supponiamo che non te ne importi niente”, scriveva laconica. È la famiglia che parlava in lei. Le ultime lettere per Paolina sono collettive: scrivetemi, chiedeva Giacomo nel 1835 da Napoli. Infine, dentro una missiva al padre, ecco l’ultima carta per Paolina, sempre del 1835, dove il poeta si rammaricava che da troppo tempo lei non gli aveva più scritto: “Tu dici che di un milione di cose vorresti scrivermi, ma intanto sei stata più di un anno senza dirmi nulla”, la rimproverava con dolcezza. Scrivimi spesso, la pregava: “Io, cara Pilla, muoio di malinconia sempre che penso al gran tempo che ho passato senza riveder voi altri”. È la fine. Giacomo era davvero “oltre” e già la figura di Paolina, pur con la sua straordinaria affettività, si riassorbiva, con il suo silenzio, nella tela di fondo della famiglia, che mai andò a cercare il poeta mentre era malato e lontano.

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