**Sanremo: Cristicchi, ‘cantanti si alternino tra palco e platea, diventino pubblico uno per l’altro’**

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Roma, 26 feb. (Adnkronos) – ”Per chi si esibirà sarà un po’ straniante, non so neanche se metteranno gli applausi finti, bisognerebbe metterli tutti allo stesso livello di audio per democrazia”. Così Simone Cristicchi all’Adnkronos su questo festival di Sanremo ‘ai tempi del Covid’, senza pubblico in sala e quindi senza applausi. ”Se fossi autore non li metterei proprio gli applausi -prosegue- questa è un’edizione storica, dipenderà tutto dalla squadra degli autori, vedremo se riusciranno a uscire da questo ginepraio e se riusciranno a far sentire i cantanti a loro agio”.

Cristicchi lancia poi un’idea per far fronte alla mancanza di pubblico all’Ariston: ”Tanti anni fa suonai al Folkstudio -spiega- che era un locale storico di Roma dove si esibivano Venditti, De Gregori e Bob Dylan, era una cantina. Quando andai a cantarci io era il 1998/99 e il locale era proprio agli sgoccioli e stava per chiudere e la domenica si facevano questi incontri con i giovani cantautori romani”.

”Ricordo -racconta Cristicchi- che si alternavano su questo piccolo palco e poi, scesi dal palco, si mettevano in platea perché nessuno veniva a vedere queste esibizioni. Si chiamavano ‘I pomeriggi del folk studio’ e ho immaginato che un’idea potrebbe essere questa: chi canta a Sanremo si va poi a sedere in platea e ascolta gli altri artisti e magari fa anche dei commenti a caldo sull’esibizione”.

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