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Russia propone negoziati a Istanbul il 2 giugno. Ucraina: “Pronti ma prima il memorandum”

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(Adnkronos) – Un secondo round di colloqui diretti il 2 giugno a Istanbul. E' la proposta arrivata dalla Russia all'Ucraina, secondo quanto annunciato in una nota dal ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, precisando che Mosca è pronta in quella sede a presentare il suo memorandum che "definisce la nostra posizione" e le richieste per superare "le cause profonde della crisi". Lavrov, ha reso noto il ministero degli Esteri russo, ha informato il suo omologo statunitense Marco Rubio sui preparativi di Mosca per i colloqui diretti con l'Ucraina a Istanbul lunedì prossimo. Kiev, che la Germania aiuterà a produrre missili senza restrizioni di gittata, secondo quanto reso noto dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, ha fatto sapere di essere pronta a ulteriori colloqui diretti con la Russia, ma ha chiesto a Mosca di fornire in anticipo le sue condizioni di pace per garantire che l'incontro produca risultati. "Non siamo contrari a ulteriori incontri con i russi e siamo in attesa del loro memorandum", ha dichiarato il ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov in un post su X. "La parte russa ha almeno altri quattro giorni prima della partenza per fornirci il suo documento da esaminare". Intanto è tornato a farsi sentire Donald Trump. A una domanda su possibili nuove sanzioni alla Russia per costringerla a un accordo per la fine della guerra in Ucraina, il tycoon ha risposto: "Penso che siamo vicini a un accordo, non voglio rovinare tutto". "Questa non è la mia guerra. È la guerra di Biden, di Zelensky e di Putin – ha ribadito il presidente americano parlando con i giornalisti alla Casa Bianca – Non è la guerra di Trump. Sono qui solo per una cosa: vedere se riesco a porre fine alla guerra per salvare 5000 vite a settimana e un sacco di soldi". "Vi farò sapere entro due settimane se Putin ci sta in prendendo in giro o meno, se sì risponderemo in maniera diversa", ha detto il presidente americano, ribadendo di essere "deluso da quello che sta succedendo in Ucraina".  "Non posso dirvi questo – ha risposto il presidente ai giornalisti che gli chiedevano se creda ancora che Putin voglia fermare la guerra – ma ve lo dirò tra due settimane… Ci vorrà circa una settimana e mezza. Abbiamo qui il signor Witkoff, che sta facendo un lavoro fenomenale. In questo momento stanno trattando con lui in modo molto deciso, sembra che vogliano fare qualcosa, ma finché il documento non sarà firmato, non posso dirvelo. Nessuno può dirlo". Poi, incalzato dai giornalisti che hanno ripreso le parole del suo post secondo cui Putin "sta scherzando con il fuoco", Trump ha detto: "Non siamo, non siamo contenti di questa situazione". Alla domanda se sarebbe disponibile a un incontro trilaterale con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, come sollecitato dal presidente ucraino, Trump ha risposto: "Lo farò se necessario. A questo punto… doveva essere un paio di mesi fa". Ieri il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato che la Germania aiuterà l'Ucraina a produrre missili senza restrizioni di gittata. "I nostri ministri della Difesa firmeranno un memorandum d'intesa per l'acquisizione di sistemi d'arma a lungo raggio di fabbricazione ucraina. Questo consentirà all'Ucraina di difendersi pienamente, anche contro obiettivi militari al di fuori del territorio nazionale, è una buona notizia”, ha dichiarato Merz in una conferenza stampa a Berlino con il presidente ucraino Zelensky. Berlino inoltre "farà di tutto" per impedire che il Nord Stream 2, il gasdotto con la Russia sabotato nel settembre del 2022, torni operativo. "Continueremo ad accrescere la pressione sulla Russia – ha detto Merz – E in questo contesto faremo di tutto per assicurare che il Nord Stream 2 non possa tornare operativo". La risposta del Cremlino alla Germania non si è fatta attendere ed è arrivata dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall'agenzia di stampa Tass. Non sono altro che "un'ulteriore provocazione" che farà proseguire la guerra in Ucraina le parole del cancelliere tedesco Merz, ha dichiarato Peskov. Le parole di Merz "non sono altro che un ulteriore tentativo di costringere gli ucraini a continuare a combattere", ha sostenuto il portavoce del Cremlino. A intervenire è stato anche il ministro degli Esteri russo Lavrov. La Germania è coinvolta "direttamente" nella guerra in Ucraina e sta ripercorrendo la stessa strada che l'ha portata al "collasso" nel secolo scorso, ha affermato Lavrov.  "Il coinvolgimento diretto nella guerra è evidente, la Germania sta scivolando lungo lo stesso piano inclinato che l'ha già portata al collasso un paio di volte nel secolo scorso. Spero che i politici responsabili di questo Paese traggano finalmente le giuste conclusioni e fermino questa follia", ha dichiarato Lavrov al giornalista di Rossiya 1, Pavel Zarubin. Intanto un rapporto Onu denuncia: con gli attacchi con droni contro i civili, i russi hanno commesso "crimini di guerra" e "crimini contro l'umanita". Il rapporto è stato presentato dagli esperti della Commissione internazionale indipendente di inchiesta sull'Ucraina, istituita dal Consiglio per i diritti umani. Le Forze armate russe sono accusate di colpire "sistematicamente" i civili. I militari russi, si legge nel rapporto, "hanno commesso i crimini contro l'umanità dell'assassinio e i crimini di guerra dell'attacco ai civili, attraverso uno schema di attacchi con droni che durano da mesi e che hanno preso di mira i civili sulla riva destra del fiume Dnipro nella provincia di Kherson". E questi atti, che "continuano al momento della pubblicazione" dell'esito di questa inchiesta, "sono stati commessi allo scopo principale di diffondere il terrore tra la popolazione civile, in violazione del diritto umanitario internazionale". —internazionale/[email protected] (Web Info)

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