Referendum: Valditara, ‘su Recovery fund ed elezione Capo Stato Camere delegittimate’

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Roma, 22 set. (Adnkronos) – “Da oggi questo Parlamento, è delegittimato. I cittadini si sono espressi: vogliono meno spese, meno parlamentari e più efficienza. Perché tenere in vita, per altri due anni e mezzo, un Parlamento considerato lento, costoso, inefficiente e pletorico? Le forze di maggioranza siano conseguenti e non prendano in giro gli italiani. Mantenere in vita questa Camera e questo Senato ci costerà oltre 50 milioni di euro all’anno per i prossimi due anni e mezzo. E può un Parlamento simile, delegittimato, gestire i 208 miliardi del Recovery Fund?”. Lo afferma, in un’intervista a ‘Libero’ Giuseppe Valditara, professore ordinario al dipartimento di Giurisprudenza dell’università Statale di Torino.

Inoltre, ricorda, “in questa legislatura, nel gennaio 2022, sarà eletto il successore di Sergio Mattarella. In base alla vecchia Costituzione, il collegio elettorale è composto da 945 parlamentari, più i senatori a vita, e 58 consiglieri regionali. Da oggi, per effetto del taglio, i parlamentari scendono a 600, restando invariati i rappresentanti espressione delle Regioni. In base alla riforma, nel collegio elettorale che elegge il Capo dello Stato il rapporto tra deputati, senatori e consiglieri regionali si modifica a vantaggio dei rappresentanti delle Regioni. Questa è stata l’indicazione dei cittadini. Se si tiene in vita il Parlamento attuale, dove la forbice è più ampia a favore dei parlamentari, si contraddice la volontà degli elettori in vista di una scelta, l’elezione del Presidente della Repubblica, che avrà riflessi per i sette anni successivi”.

Infine, conclude Valditara, “la coalizione di centrodestra potrebbe governare in 15 Regioni su 20. Un rapporto di forza così sbilanciato non si è mai verificato. Votare con il vecchio collegio significherebbe danneggiare il centrodestra. Con i numeri attuali nei Consigli regionali, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia potrebbero rendere più incerta la partita. Non si può falsare la competizione per l’elezione del Capo dello Stato”.

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