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Referendum, Giuseppe Gulotta: “Io 22 anni in carcere da innocente, votiamo sì perché non accada più”

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Catanzaro, 7 giu. (Adnkronos) – “Bisogna andare a votare e votare sì anche con la speranza che casi come il mio non accadano più”. Così all’AdnKronos Giuseppe Gulotta, 22 anni in carcere da innocente per l’omicidio di due carabinieri che non aveva mai commesso. Arrestato nel 1976, quando di anni ne aveva 18, esce dal carcere dopo 2 anni e 3 mesi per poi, dopo 12 anni, tornare dietro le sbarre dove resta, dopo la condanna definitiva, dal 1990 al 2010. Nel 2012 i giudici, nel processo di revisione, lo hanno assolto per non aver commesso il fatto. “Ho già partecipato a un incontro con il Partito radicale a Roma perché condivido la loro battaglia a cui si è aggiunta anche la Lega – esordisce Gulotta -, spero che tutti vadano a votare, anche se, purtroppo, nelle tv c’è un silenzio totale sui referendum, a parte qualche piccola informazione che danno fra uno spazio e l’altro. I talk show non se ne occupano, forse qualcosa in più la sta facendo Mediaset”.

“Io non sono un esperto – sottolinea -, mi intendo poco di riforma del Csm, per dire, ma bisogna andare a votare sì in particolare per il quesito sulla separazione delle carriere, che ritengo sia quello più importante. Un pm che va a braccetto con il giudice è una cosa abnorme. Quando ero sotto processo, il pm, a fine udienza, quasi quasi andava in camera di consiglio con la Corte e la giuria popolare. Ecco, io spero che con il sì si arrivi alla parità fra accusa e difesa, e spero che il pm cominci a valutare anche le prove a favore del reo. Il giudice deve giudicare in piena libertà, deve essere terzo, super partes”.

“Invito, quindi, gli italiani ad andare a votare sì – prosegue Gulotta -, e invito i mass media a dare un’informazione maggiore sui referendum, anche perché il periodo è un po’ particolare, la gente magari pensa ad andare al mare, ma speriamo che il 12 giugno si rechi a votare per i referendum”.

“Non so se la vittoria dei sì, con il superamento del quorum, renderà più difficile che si verifichino casi come quelli di cui sono stato vittima io – osserva -, so però che di errori giudiziari ce ne sono tanti. Ogni giorno 3 innocenti finiscono in carcere, mille all’anno. Quando mi invitano per raccontare la mia storia lo faccio per fare in modo che casi come il mio non se succedano più. Purtroppo, però, la realtà è molto diversa da ciò che speravo. Dunque invito a votare sì anche con la speranza che casi come il mio non accadano più”.

“Temo – aggiunge poi Gulotta – che se il quorum non sarà raggiunto, la sconfitta dei referendum lascerà la giustizia così com’è. I referendum sono uno stimolo al parlamento di accelerare con la riforma della giustizia. La riforma del ministro Cartabia è importante in qualche punto, ma in altri un po’ meno, però qualcosa si sta muovendo”. “Mi auguro, dunque – conclude Gulotta -, che gli italiani vadano a votare, che il quorum sia superato e che vincano i sì, anche per evitare nuovi casi eclatanti come quello Palamara. La giustizia oggi è marcia fin nelle fondamenta”.