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**Rai: Conte riunisce war room, poi l’Aventino su Tv, è ancora braccio di ferro con Di Maio**

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Roma, 17 nov. (Adnkronos) – E’ arrivato al Senato di buon mattino Giuseppe Conte, riunito coi suoi fino al tardo pomeriggio quando, a sorpresa, annuncia la decisione che cade come una tegola sui gruppi parlamentari: stop alla tv del servizio pubblico per il M5S. Che si traduce in basta tg e talk show, ma anche alle dichiarazioni in strada o a margine dei lavori parlamentari. In televisione sì, ma solo dalla concorrenza. Bene La7 e Mediaset, ma con viale Mazzini è divorzio, le strade si dividono. Almeno per ora. I gruppi parlamentari ribollono, già in fibrillazione per la decisione, trapelata nelle scorse settimane, di mandare in tv i neo vicepresidenti.

Il leader del M5S, scuro in volto, riunisce per primi i ministri del Movimento: Federico D’Incà, Stefano Patuanelli e Fabiana Dadone in call. Il grande assente è Luigi Di Maio, impegnato a Strasburgo prima, poi a Roma, alla Farnesina, col premier albanese Rama. Un’assenza di peso la sua, ma che ad alcuni appare inevitabile se qualche ‘contiano’, nelle riunioni susseguitesi fino al tardo pomeriggio, sbotta: “meglio non ci sia, il problema del resto lo ha creato lui”. Perché la voce che si rincorre, a quanto apprende l’Adnkronos, è che dietro la mancata conferma di Giuseppe Carboni al Tg1, sostituito da Monica Maggioni nonostante avesse dalla sua ottimi ascolti, ci sia l’ennesimo braccio di ferro tra Conte e il responsabile della Farnesina. ‘Reo’ di non aver difeso Carboni nell’incontro, mai confermato, con l’ad Rai Carlo Fuortes.

Il M5S perde il tg1, ed è fuori dalle nomine, “esautorato”, denuncia Conte annunciando un nuovo Aventino. Che viene partorito dopo riunioni febbrili, in cui emergono tanti dubbi e timori: sarà la scelta giusta? Dopo aver visto i ministri, Conte ha infatti visto senatori, i componenti grillini della Commissione di Vigilanza Rai, il capogruppo alla Camera Davide Crippa e alcuni vicepresidenti, non tutti perché alcuni -vedi Todde al Mise impegnata sui vari tavoli delle crisi aziendali- erano su altro. Alla fine, dopo un confronto a tratti sofferto, si opta per lo stop alla tv pubblica. Prima di scendere ad annunciare la scelta del Movimento, Conte, a quanto si apprende, si è rivolto ai presenti invitandoli a dar battaglia: “dobbiamo mettere in campo tutte le iniziative possibili per sollevare il problema, raccolta firme” contro la lottizzazione della Rai, “di tutto e di più”, riportano alcuni presenti all’Adnkronos. (segue)

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