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Prioritalia: ‘per ripresa serve cultura manageriale, correre verso 2030’

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Roma, 14 lug. (Adnkronos/Labitalia) – Secondo la comunità manageriale “la ripresa, dopo un’emergenza sanitaria così drammatica, richiede una gestione organica e responsabile che significa lavorare in modo concreto sui progetto per fare accadere le cose in tempi certi e con costi sostenibili. Abbiamo un assoluto bisogno quindi di organizzazione e cultura manageriale fatta di visione strategica, di approccio integrato e di lavoro di squadra. Abbiamo un’occasione straordinaria di un nuovo inizio, di fare meglio di prima, senza arretrare rispetto all’emergenza climatica ma accelerando la transizione ecologica e digitale. Quindi non ritornare al 2019 per produrre e consumare come facevamo prima ma correre dritti e veloci verso il 2030”. Così Marcella Mallen, presidente di Prioritalia, ha aperto il webinar ‘La sostenibilità economica è sociale’, in diretta sui canali Youtube e Facebook di Prioritalia, e organizzato insieme a Manageritalia.

“Siamo convinti -ha continuato Mallen- che serva una progettualità a lungo termine che possa coniugare obiettivi economici e istanze sociali e ambientali. Occorre mettere insieme capitale sociale e innovazione. E per far questo servono capacità manageriali”, rimarca la presidente di Prioritalia, costituita in Fondazione nel 2018 da Manageritalia e Cida, ee che nasce nel 2012 su iniziativa delle principali organizzazioni di rappresentanza della dirigenza italiana (Cida, Federmanager, Manageritalia, Fenda, Fidia e Sindirettivo Centrale).

Secondo Mallen “la pandemia ha aperto una crisi sociale. Covid si è rivelato un potente amplificatore dei difetti strutturali del nostro Paese. Al tempo stesso si è manifestata una prova di coraggio degli italiani che ha salvato la coesione sociale”. Ma nei prossimi mesi la coesione sociale, sottolinea Mallen, potrebbe saltare. “Rischiamo il forte rischio di collera sociale, se politici, imprese e gli altri sociali non fanno la loro parte. E invece adesso è il momento di stringere nuove alleanze tra attori diversi pubblici privati e sociali per dare risposte plurali a temi diversi”, conclude.

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